Papa Francesco dice...


Commento al Vangelo della Domenica

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Domenica, 20 agosto, XX del Tempo ordinario, la liturgia ci propone la lettura del brano del Vangelo di Matteo 15,21-28. Su questa pagina ascoltiamo una breve riflessione di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma: Al grido di una donna cananea che supplica la liberazione per la propria figlia, tormentata dal diavolo, Gesù stranamente non risponde. Sebbene ella reiteri la sua petizione, e nonostante l’intercessione dei discepoli per esaudirla, il Signore afferma la priorità dei figli d’Israele, e non dei pagani, nel ricevere i suoi doni. Quando, però, questa madre affranta, riconoscendo la primogenitura dei giudei, tuttavia implora di accontentarsi anche delle briciole della benedizione divina, allora Gesù esclama: “Donna, davvero grande è la tua fede!”. Il brano evangelico presente è una buona notizia per tutti noi: Dio ama ogni persona e desidera aiutare l’umanità che attraverso i tempi, in ogni latitudine, è oppressa dal peccato e dall’odio che satana nutre nei confronti di chiunque. Il Maestro a volte tace davanti alle nostre richieste, perché desidera che si manifesti la nostra fede che non desiste dal pregare con fiducia, e vuole che ci affidiamo all’intercessione della Chiesa, dei santi e di Maria. Egli è accondiscendente, soprattutto, quando accettiamo eventuali umiliazioni senza ribellarci, perché ciò rivela in modo efficacissimo la speranza riposta in Lui. Esse possono divenire allora occasioni di annuncio evangelico che valgono più di mille parole. Non scoraggiamoci, dunque, ma attendiamo il suo aiuto, il Signore si rivela! (Da Radio Vaticana)...

Il Papa esprime solidarietà e vicinanza alle vittime del duplice attacco jihadista in Spagna- Violenza cieca che offende il Creatore

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«Una gravissima offesa al Creatore». Così Papa Francesco ha definito il terribile duplice attacco jihadista che ha colpito giovedì 17 la Spagna, a Barcellona e a Cambrils. In un telegramma a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di stato, inviato oggi al cardinale Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcellona, il Papa ha voluto esprimere «il suo più profondo cordoglio per le vittime che hanno perso la vita in un’azione tanto disumana e offre preghiere per il loro eterno riposo». In questo momento di tristezza e dolore, il Pontefice «vuole esprimere anche la sua vicinanza ai numerosi feriti, alle loro famiglie e all’intera società catalana e spagnola». Il Papa «condanna ancora una volta la violenza cieca» e «innalza la sua preghiera all’Altissimo affinché ci aiuti a proseguire con determinazione a lavorare per la pace e la concordia nel mondo». Questa mattina migliaia di cittadini si sono riuniti, per un minuto di silenzio in omaggio delle vittime degli attentati, attorno a re Filippo vi, al presidente del governo Mariano Rajoy e al presidente catalano Carles Puigdemont in Plaza Catalunya, teatro dell’attacco. Qui ieri pomeriggio un furgone è piombato sulla folla che passeggiava sulla Rambla, la celebre arteria nel cuore della città, causando tredici morti e cento feriti, sedici dei quali gravi. Il cosiddetto stato islamico (Is) ha rivendicato la strage. Poche ore dopo l’attacco sulla Rambla, nella notte, cinque sospetti terroristi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia a Cambrils. I cinque si erano scagliati con la loro auto contro la folla, ferendo sei persone, una delle quali è morta questa mattina. «La lotta contro il terrorismo è il primo problema dell’Europa» ha detto Rajoy. Una netta condanna degli attacchi è giunta anche dalla comunità islamica. «I musulmani spagnoli esprimono le loro condoglianze alle famiglie delle vittime e la loro solidarietà al popolo spagnolo e di Barcellona» si legge in una dichiarazione del presidente della comunità, Riay Tatary Bakry, nella quale si «ribadisce il pieno impegno nella lotta contro ogni forma di terrorismo, insieme alla speranza che i responsabili di questo attacco siano arrestati e portati davanti alla giustizia il prima possibile». Nel corso di un intervento alla radio, il cardinale Ricardo Blázquez Pérez, arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, ha sottolineato con forza che «nessuna idea religiosa giustifica il terrorismo; nessuno può far valere sulla violenza in qualsiasi forma». La vera strada «non è mai la violenza terroristica; il rispetto per tutte le persone è il vero modo di costruire il futuro e la pace ora e per sempre. Il resto è una ferita per tutti noi». In un precedente comunicato i vescovi spagnoli avevano condannato l’attacco di Barcellona parlando di «fatto tragico ed esecrabile». Vogliamo, si legge nella nota, «esprimere anche il nostro sostegno a tutta la società che viene attaccata con queste azioni e alle forze di sicurezza». Allo stesso tempo, «condanniamo ogni espressione di terrorismo, pratica intrinsecamente perversa, del tutto incompatibile con una visione morale della vita, giusta e ragionevole. Non solo lede seriamente il diritto alla vita e alla libertà, ma è dimostrazione della più dura intolleranza e di totalitarismo». Sul piano politico, unanime la condanna degli attacchi e l’appello per il rafforzamento della lotta contro il terrorismo jihadista. «Qualsiasi atto terroristico è criminale e ingiustificabile» si legge in una dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto oggi che «spagnoli, tedeschi e tutti gli uomini liberi sono uniti innanzitutto nel lutto, ma anche nella determinazione a non permettere ai fondamentalisti di cambiare il nostro modo di vivere. Non ci potranno mai sconfiggere». Anche il premier britannico, Theresa May, ha condannato il «terribile attacco» di Barcellona, assicurando che il «Regno Unito è al fianco della Spagna contro il terrorismo». Sulla stessa linea la reazione di Parigi: «Tutti i miei pensieri e la solidarietà della Francia per le vittime del tragico attentato di Barcellona. Restiamo uniti e determinati» ha scritto in un tweet il presidente francese, Emmanuel Macron. Cordoglio e solidarietà sono stati espressi dal presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, che questa mattina ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy. Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha assicurato «la ferma determinazione del paese a collaborare con la Spagna, insieme ai partner dell’Unione europea e all’intera comunità internazionale, nella lotta senza quartiere al terrorismo e a ogni forma di estremismo violento, a difesa dei comuni valori e libertà democratici e della sicurezza». Un forte segnale di fermezza e solidarietà è giunto anche da Washington. «Gli Stati Uniti condannano l’attacco terroristico di Barcellona. Faremo tutto il necessario per aiutare la Spagna. Siate tenaci, siate forti, vi amiamo!» ha scritto in un tweet il presidente Donald Trump. E oggi, in un nuovo tweet, ha dichiarato: «I nostri confini non sono mai stati così sicuri». Le forze dell’ordine e la sicurezza nazionale sono in allerta e monitorano da vicino la presenza di qualunque segnale di minaccia jihadista....

Al via l’anno di preparazione al grande incontro mondiale delle famiglie- Verso Dublino 2018

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Manca un anno esatto al grande raduno internazionale delle famiglie a Dublino nel 2018. Lunedì 21 agosto, al santuario di Knock in Irlanda, sarà presentato l’itinerario di preparazione all’incontro mondiale in programma nella capitale irlandese dal 21 al 26 agosto del prossimo anno. A illustrare appuntamenti e contenuti sarà l’arcivescovo Diarmuid Martin, insieme con padre Timothy Bartlett, segretario generale dell’incontro. Per il lancio di quello che sarà un vero e proprio “conto alla rovescia” ci saranno molte famiglie provenienti da tutta l’Irlanda, pronte a vivere una giornata all’insegna della preghiera e del dialogo ma anche del divertimento. Non mancherà il confronto sulle questioni più pratiche e concrete, come quelle che tratterà padre Bartlett in un laboratorio su un tema particolare: «Incollati ai nostri telefoni: possiamo rendere la tecnologia più amica della famiglia?». Momento centrale della giornata sarà la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Martin, con vescovi e sacerdoti di tutta l’Irlanda. E l’omelia, è stato reso noto, sarà incentrata su un argomento specifico: «Quando i piatti volano: Papa Francesco sulle gioie e le sfide della vita familiare». Proprio durante la celebrazione della messa verrà presentata l’icona della Sacra famiglia, simbolo dell’incontro mondiale, commissionata appositamente a una comunità contemplativa redentorista. Presto l’icona inizierà a essere portata in pellegrinaggio nelle diocesi irlandesi. E sarà anche presentata la preghiera ufficiale per l’appuntamento. Tra le tante altre iniziative, lunedì verrà inoltre lanciato il programma Amoris: let’s talk family! Let’s be family! pensato per offrire «risorse di riflessione e dibattito» alla luce dell’esortazione apostolica di Francesco....

La Farmacia vaticana fra tradizione e innovazione- Al passo con i tempi

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Dalle duemila alle duemilacinquecento persone accedono ogni giorno alla Farmacia vaticana. Un afflusso che non si ferma neanche in questo periodo estivo, come conferma Thomas Binish Mulackal, dal settembre dello scorso anno direttore della struttura. In cerca di rimedi per le patologie più comuni — dall’artrite all’artrosi, dalla gastrite all’insonnia — in tanti si rivolgono alla farmacia per avere la possibilità di acquistare medicinali e prodotti in commercio in altri paesi anche extraeuropei, ma non nei dispensari italiani. In questa intervista all’Osservatore Romano il religioso dell’ordine dei Fatebenefratelli illustra l’attività di questi ultimi mesi e annuncia anche la realizzazione di alcuni progetti, tra i quali l’ampliamento e la ristrutturazione del magazzino, che renderanno la struttura più funzionale e al passo con i tempi. Qual è attualmente il bacino di utenza della vostra struttura? La media giornaliera di presenze va dai duemila ai duemilacinquecento clienti al giorno. Di questi, il cinquanta per cento sono residenti, dipendenti del Vaticano o loro familiari. La metà restante proviene invece dall’esterno. Quanti prodotti hanno a disposizione? I prodotti disponibili sono circa 42.000, che riceviamo da fornitori soprattutto in Italia, Svizzera, Francia, Germania, ma anche da paesi più lontani come gli Stati Uniti d’America. Che cosa offre il laboratorio galenico della farmacia? Il laboratorio attualmente è di piccole dimensioni, ma fra qualche mese sarà ingrandito e attrezzato con tecnologie moderne. In particolare, si occupa della preparazione dei prodotti specifici richiesti dai medici con ricetta E veniamo al reparto profumeria: ci sono progetti al riguardo? La profumeria fa parte integrante della farmacia. Da qualche anno stiamo portando avanti il progetto di ingrandimento. In questi giorni stiamo terminando la prima parte del lavoro di ristrutturazione del magazzino, poi dal 18 settembre avvieremo la seconda parte. Successivamente, all’inizio del prossimo anno ci sarà la ristrutturazione della sezione che riguarda la vendita dei prodotti di igiene, che speriamo di concludere per Pasqua.  di Nicola Gori...

Dossier della Cei sull’attuazione di «Amoris laetitia»- Il perdono è sempre risolutivo

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Roma, 18. Incontri e percorsi di formazione, come progetti di studio e soprattutto l’avvio del «ponte giuridico-pastorale» auspicato da Papa Francesco per accogliere e accompagnare nel discernimento le persone ferite dal fallimento del proprio matrimonio e desiderose di verificarne la validità. Sono alcuni frutti dell’esortazione apostolica Amoris laetitia a oltre un anno dalla sua pubblicazione. A illustrarli è un dossier redatto dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale italiana (Cei). Rispondendo a una richiesta pervenuta dalla segreteria generale del Sinodo dei vescovi sulla recezione del documento, l’ufficio competente della Cei ha avviato un’inchiesta sull’accoglienza di Amoris laetitia e sulle iniziative in corso per la sua diffusione e attuazione. Due le tappe dell’indagine, condotta da ottobre 2016 a maggio 2017, che ha coinvolto le diverse realtà della Chiesa presenti sul territorio italiano. «Il processo di recezione e attuazione delle indicazioni di Amoris laetitia richiederà molto tempo», spiega don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, ma «in gran parte delle diocesi il documento è stato oggetto di una vivace attenzione» e «molti vescovi hanno deciso di impostare il loro piano pastorale annuale» sull’esortazione del Pontefice, «sottolineando la dimensione della famiglia come “soggetto” nell’azione pastorale delle Chiese locali». Dal dossier sull’accoglienza e sui frutti nelle diocesi italiane di Amoris laetitia, stilato dalla Cei, emergono diverse modalità di «risposta». Tra queste, come accennato, il «ponte giuridico-pastorale» auspicato da Papa Francesco. Un «mezzo a disposizione di coloro che desiderano verificare la validità del loro matrimonio ormai ferito da separazioni, divorzi, abbandoni» e che si pone in un’area di confine tra pastorale e diritto, spiega monsignor Roberto Malpelo, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale etrusco, per il quale l’orizzonte è quello «di un’alleanza non solo tra teologia e pastorale ma anche tra diritto e pastorale». ...

"Roma: la Chiesa nella Città". Felici nel sacerdozio e nella vita consacrata? - Rendere concreta la profezia evangelica

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Don Gian Franco Poli, Gloria Conti, padre Giuseppe Crea hanno pubblicato un libro sulla felicità nel sacerdozio e nella vita consacrata. Si intitola “Tutta la gioia che mi hai messo nel cuore” Edizioni Rogate. Il sottotitolo: è ancora di casa la felicità nella Vita consacrata? La puntata del 16 agosto della trasmissione “Roma: la Chiesa nella Città” è dedicata dunque a questo tema e come ospiti in studio, il conduttore Fabrizio Mastrofini ha due autori del libro: don Gian Franco Poli, teologo, psicoterapeuta, consulente di tante Congregazioni ed Istituti Religiosi, è stato per molti anni docente al “Claretianum” di Roma. La dott.ssa Gloria Conti, specializzato in Utroque Iure, fa parte dell’Ordo Virginum. Don Poli inizia la sua riflessione osservando “di essermi accorto nella mia attività di sacerdote, psicoterapeuta, teologo, che esiste una vera e propria sete di felicità. Nel passato era una tematica che facilmente veniva scartata, in base all’idea che chi si metteva sulla via della consacrazione di vita, per lui o per lei la felicità era da mettere in secondo piano. Invece oggi grazie alle parole insistenti del Papa, la gioia va messa come elemento di annuncio. Una persona felice, realizzata, che cade e si rialza, capace di dire qualcosa con la sua vita e di testimoniare la sua scelta, è capace di evangelizzare. Dunque abbiamo costruito noi tre autori, da prospettive diverse, un testo che è un tentativo di scoprire la strada in cui psicologia, teologia, spiritualità, si incontrano per dare una prospettiva liberante e positiva”. Gloria Conti, dottoressa in Utroque Iure, consacrata nell’Ordo Virginum, spiega che “con Paolo VI l’Ordo Virginum, molto antico, è ritornato in auge. È una forma di consacrazione pienamente inserita nel mondo; non si fregia di segni o divise, ma dobbiamo farci riconoscere come testimoni di felicità, come dice il documento della Cei sull’Ordo Virginum”. Don Poli aggiunge che “tanti autori che si preoccupano di calcare le tematiche religiose, teologiche e spirituali hanno affrontato questo argomento. Tuttavia a nostro avviso non era forse abbastanza considerata una visione globale della tematica. Non abbiamo scritto un manuale con delle indicazioni, come un abito da infilarsi addosso. Abbiamo cercato di far riscoprire dalle fonti della Scrittura e dall’esperienza cristiana, come far emergere una tematica che è stata per tanti anni una sorta di appendice. Abbiamo cercato di sottolineare come il vivere felici sia una condizione imprescindibile. Non ci esonera da fatiche o difficoltà ma è un uscire da noi stessi per dare ragione dell’essere con-creatori. Persone che si pongono nella dimensione della Rivelazioni: non regole da manuale bensì l’essere con-creatori felici”. Per Gloria Conti “felicità non è lo star bene o fare ciò che voglio. Per la scelta di vita di consacrazione, la felicità è la capacità di stare nel progetto che Dio ha pensato per me e trovare le possibilità di realizzare me stessa attraverso il progetto. È faticoso, è conquista di ogni giorno, però dà senso alla vita. D’altronde oggi molti si chiedono che senso abbia la vita: assistiamo a suicidi, femminicidi, ragazzi che muoiono schiantati per strada e non hanno più motivazioni per vivere. Cosa è la felicità per loro? Dobbiamo far vedere che si può essere felici anche in situazioni complesse e di degrado come quelle che viviamo ogni giorno nelle nostre città, nelle nostre realtà”. Nel libro si parla molto della vita comunitaria perché la dimensione comunitaria è essenziale. “Ho partecipato a vari momenti di preghiera in America Latina con i poveri – nota Gloria Conti – dove non c’erano frati o suore ma persone che si lasciavano educare dalla Parola di Dio. È sicuramente possibile dunque una dimensione comunitaria”. Secondo don Poli “oggi gli Istituti Religiosi per tante situazioni di scarsità di persone, scoprono o riscoprono che la fraternità, la comunità, è fondamentale e non più il servizio, l’attività, l’opera. In tanti Istituti che ho avvicinato, i luoghi in cui la comunità realizzava la sua esistenza erano dei ritagli di tempo perché si dava la preminenza all’ufficio, all’opera, alla scuola, all’assistenza. Oggi si cambia prospettiva: la comunità è luogo di incontro, di progettazione, di verifica. E qui crollano tante comunità reali quando non si riesce ad accogliersi o ascoltarsi. Oggi la comunità religiosa ha la grande necessità di far riscoprire la sua profezia evangelica: persone ricche di anni possono essere capaci di vivere insieme un progetto; ebbene già questa è opera di evangelizzazione”. Insistendo su tale argomento don Poli nota che “quando ascolto le comunità religiose, si mette sempre al centro la carenza di vita fraterna. Nel momento in cui vengono offerti dei percorsi, non vengono seguiti perché fanno passare dall’idealità dei buoni sentimenti alla fatica del concreto, del quotidiano. Oggi la maggioranza delle comunità fatica a recuperare vitalità perché si ha paura di confrontarsi. È facile dire: non incontriamoci perché ci scontriamo. È facile dirlo, è difficile individuare le cause per cui non si dialoga. Se le famiglie religiose riuscissero a dare più visibilità alla loro storia reale, tanti giovani avrebbero esempi concreti e positivi cui identificarsi”. Inoltre – aggiunge don Poli – stiamo comprendendo che “è mancata la capacità di rendersi conto che se nel passato la profezia era forte e il coraggio di andare in luoghi e situazioni nuove era forte, oggi in tanti sono rimasti incastrati nel modello del passato. I fondatori e le fondatrici sono stati attenti al contesto storico, lo hanno tradotto in attività con valori e contenuti. Nel tempo è accaduto, in molte situazioni, che le opere hanno preso il sopravvento. E si ripete nella storia di tanti Istituti: si vuole costruire dando risposte a carenze istituzionali e sociali, perdendo di vista l’approccio formativo. Allora i giovani, le giovani, vengono immesse in attività dove dopo qualche anno non comprendono più dove sia la caratteristica evangelica rispetto alla dimensione sociale”. Ecco perchè “oggi bisogna avere l’attenzione ad andare alle ragioni profonde”. E come “misurare” la felicità? Gloria Conti ha un suggerimento preciso da fornire: “Le posso dire quando non si è felici. Quando vedo nelle comunità circolare tanti musi lunghi. Quando mi accorgo che si prega insieme, si mangia allo stesso tavolo ma non si alza la testa dal piatto per parlare con chi ho di fronte. Quando non dialogo, quando non trovo la riconciliazione. Altro grande problema sono le chat e l’uso dei social: un uso indiscriminato è il segno che preferisco la relazione virtuale che non mi scomoda, rispetto alla relazione reale con un tu che vedo, mi risponde, mi può creare difficoltà”. Care ascoltatrici, cari ascoltatori, leggete dunque “Tutta la gioia che mi hai messo nel cuore”, Edizioni Rogate. E ricordo la pagina Facebook   della trasmissione. Alla prossima!...

Angelus dell'Assunta, il Papa: Maria porti al mondo la gioia di Gesù

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Maria “ci aiuti ad essere santi, per incontrarci con lei, un giorno, in Paradiso”: è la preghiera di Papa Francesco, oggi all’Angelus in Piazza San Pietro, nella solennità dell’ Assunzione . Commentando il Vangelo odierno, che ci presenta la visita di Maria a Elisabetta per aiutarla negli ultimi mesi della sua prodigiosa gravidanza, il Papa sottolinea che il dono più grande che Maria porta all’anziana cugina – e al mondo intero – è Gesù, che già vive in lei : “Nella casa di Elisabetta e di suo marito Zaccaria, dove prima regnava la tristezza per la mancanza di figli, ora c’è la gioia di un bambino in arrivo: un bambino che diventerà il grande Giovanni Battista, precursore del Messia. E quando arriva Maria, la gioia trabocca e prorompe dai cuori, perché la presenza invisibile ma reale di Gesù riempie tutto di senso : la vita, la famiglia, la salvezza del popolo… Tutto!”. Questa gioia piena - spiega Francesco – “si esprime con la voce di Maria nella preghiera stupenda che il Vangelo di Luca ci ha trasmesso e che, dalla prima parola latina, si chiama Magnificat. È un canto di lode a Dio che opera cose grandi attraverso le persone umili, sconosciute al mondo”, perché "l'umiltà è come un vuoto che lascia posto a Dio - ha aggiunto a braccio -   L’umile è potente, perché è umile, non perché è forte. E questa è la grandezza dell’umile e dell’umiltà ": “Il Magnificat canta il Dio misericordioso e fedele, che compie il suo disegno di salvezza con i piccoli e i poveri, con quelli che hanno fede in Lui, che si fidano della sua Parola, come Maria . Ecco l’esclamazione di Elisabetta: «Beata te che hai creduto» (Lc 1,45). In quella casa, la venuta di Gesù attraverso Maria ha creato non solo un clima di gioia e di comunione fraterna, ma anche un clima di fede che porta alla speranza, alla preghiera, alla lode”. Di qui l’augurio del Papa: “Tutto questo vorremmo avvenisse anche oggi nelle nostre case. Celebrando Maria Santissima Assunta in Cielo, vorremmo che Lei, ancora una volta, por­tasse a noi, alle nostre famiglie, alle nostre comunità, quel dono immenso , quella grazia unica che dobbiamo sempre chiedere per prima e al di sopra delle altre grazie che pure ci stanno a cuore: la grazia che è Gesù Cristo!”. Portando Gesù – aggiunge Francesco – “la Madonna porta anche a noi una gioia nuova, piena di significato ; ci porta una nuova capacità di attraversare con fede i momenti più dolorosi e difficili; ci porta la capacità di misericordia, per perdonarci, comprenderci, sostenerci gli uni gli altri”. Quindi, così conclude la sua catechesi: “Maria è modello di virtù e di fede. Nel contemplarla oggi assunta in Cielo, al compimento finale del suo itinerario terreno, la ringraziamo perché sempre ci precede nel pellegrinaggio della vita e della fede. E' la prima discepola. E  le chiediamo che ci custodisca e ci sostenga; che possiamo avere una fede forte, gioiosa e misericordiosa”. Ascolta e scarica il podcast del servizio (Da Radio Vaticana)...

Papa: promuovere nel Mediterraneo cultura accoglienza verso i migranti

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“Serve un impegno sempre più generoso nel favorire la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, promuovendo così la pace e la fraternità tra i popoli”. E’ quanto afferma Papa Francesco in messaggio indirizzato ai partecipanti all’incontro internazionale “Mediterraneo: un porto di fraternità” , promosso dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, con il sostegno di numero istituzioni e realtà associative. Evento che si conclude oggi e al quale hanno preso parte 250 giovani di 31 Paesi . Nel messaggio inviato al vescovo locale, Vito Angiuli, il Papa incoraggia la comunità cristiana e i giovani dei Paesi mediterranei, “come pure tutte le persone di buona volontà, a considerare la presenza di tanti fratelli e sorelle migranti un’opportunità di crescita umana, di incontro e di dialogo , come anche un’occasione per annunciare e testimoniare il Vangelo della carità. Il Papa elogia dunque l’iniziativa che sfocerà nella firma della “Carta di Leuca” , documento con il quale i giovani presenti all’incontro chiedono ai potenti della terra di promuovere la pace, mettere al bando le armi e impegnarsi concretamente per l’apertura di corridoi umanitari per le popolazioni che fuggono dalla guerra. L’evento che si avvia a conclusione si è svolto, tra gli altri, con la partecipazione della Cei, Caritas Italiana, Pax Christi, Focsiv e Migrantes . La notte scorsa, i giovani partecipanti hanno partecipato al pellegrinaggio dalla tomba di Don Tonino Bello, ad Alessano in provincia di Lecce, alla Basilica Santuario di Santa Maria di Leuca-De Finibus Terrae. (Da Radio Vaticana)...