Gruppo Famiglie

13/10/2013

La fede in famiglia


Vivere la fede in famiglia
Dal vangelo di Matteo (15, 21-28)

Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio”. Ma egli non le rivolse neppure una parola.  Allora i discepoli gli si accostarono implorando: “Esaudiscila, vedi come ci grida dietro”. Ma egli rispose: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”. Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: “Signore, aiutami!”.  Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”.  “E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. Allora Gesù le replicò: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”. E da quell'istante sua figlia fu guarita. (continua)

 

“Perché Gesù la loda per la sua fede? Perchè la vede certa, sicura di trovare in lui la salvezza. La donna Cananea non si lascia scoraggiare dalla reazione del Signore. Gesù prima la ignora, negandole persino la risposta come farebbe un potente pieno di sé che disprezza gli “inferiori”. Al secondo tentativo della donna, Gesù la scaccia. La sua reazione, volutamente stizzita, stupisce perfino i discepoli, toccati nel cuore dalle grida della donna, che riprendono il loro Maestro invitandolo a fare qualcosa. Ella continua a pregare e ad invocare piena di fiducia, sapendo che nessuna preghiera resta mai inascoltata. Nulla la scoraggia, la fiducia in Gesù non viene meno se nella sua famiglia le cose vanno a rotoli. Ha il dono della perseveranza nella preghiera che non guarda al risultato ottenuto, ma all’amore e alla fiducia che si ricevono incontrando il Signore. La cananea è una donna immedesimata: potrebbe scindere la sua vita da quella della figlia e invece è immedesimata a tal punto che l’evangelista usa una finezza dei termini: “Pietà di me, Signore, mia figlia è tormentata...” Chiede pietà per sé ma in realtà la chiede per la figlia. E quando insiste esclama: “Signore, aiutami!”. Non dice “Aiuta mia figlia. La sua situazione è vissuta come perfetta unità. Gesù risponde: “Davvero è grande la tua fede: ti sia fatto come desideri”. Non parla della guarigione, perché la donna ha riassunto in sé i gemiti della figlia in maniera tale che esaudire lei è guarire la figlia”(Carlo Maria Martini).

Famiglia: luogo di crescita nella fede

Parola di Dio

“Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Ef. 3,17-19).

“Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo   terremo nascosto ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto” (Sal. 78,3-4).

 

Parola della Chiesa
La fede e la famiglia

52. Nel cammino di Abramo verso la città futura, la Lettera agli Ebrei accenna alla benedizione che si trasmette dai genitori ai figli (cfr Eb 11, 20-21). Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr Gen 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata. La fede poi aiuta a cogliere in tutta la sua profondità e ricchezza la generazione dei figli, perché fa riconoscere in essa l’amore creatore che ci dona e ci affida il mistero di una nuova persona. È così che Sara, per la sua fede, è diventata madre, contando sulla fedeltà di Dio alla sua promessa (cfr Eb 11,11).

53. In famiglia, la fede accompagna tutte le età della vita, a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli. Soprattutto i giovani, che attraversano un’età della vita così complessa, ricca e importante per la fede, devono sentire la vicinanza e l’attenzione della famiglia e della comunità ecclesiale nel loro cammino di crescita nella fede. Tutti abbiamo visto come, nelle Giornate Mondiali della Gioventù, i giovani mostrino la gioia della fede, l’impegno di vivere una fede sempre più salda e generosa. I giovani hanno il desiderio di una vita grande. L’incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, le dona una speranza solida che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità.  (Enciclica “Lumen Fidei” di Papa Francesco).

 

Mons. Angelo Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, scriveva ai suoi genitori: “Quando sono uscito di casa verso i dieci anni di età, ho letto molti libri e imparato molte cose che voi non potevate insegnarmi. Ma quelle poche cose che ho appreso da voi in casa, sono ancora le più preziose e importanti: esse sorreggono e danno vita e calore alle molte altre che appresi in seguito, in tanti anni di studio e di insegnamento” (Lettera ai genitori, 26 novembre 1930).

Domande per la riflessione personale e di coppia

  • Quali sono i gesti e i linguaggi che caratterizzano la nostra vita di fede in famiglia?
  • All’interno della nostra famiglia riusciamo a creare un clima favorevole alla trasmissione dell’esperienza di fede? Come testimoniamo ai figli la nostra fede?

 

LA PREGHIERA

CREDO DELLA FAMIGLIA

Crediamo nella famiglia fondata sul sacramento del matrimonio che rende l'uomo e la donna che si amano uniti per sempre in un solo cuore e in una sola carne.

Crediamo nella presenza di Dio nella famiglia nata dal sacramento del matrimonio che rende gli sposi immagine dell'amore di Cristo per la Chiesa.

Crediamo che ogni vita umana che viene concepita sia un dono di Dio, il quale ha voluto rendere l'uomo e la donna partecipi della sua creazione.

Crediamo nel perdono, nell'aiuto reciproco, nella capacità di donarsi ed immedesimarsi nell'altro. Crediamo che nella famiglia debbano essere sempre privilegiati i piccoli, gli anziani, i deboli.

Crediamo nell'importanza dell'educazione dei figli, fondata sulla roccia dei valori del Vangelo: l'amore verso Dio e verso il prossimo.

Crediamo nella famiglia come centro da cui l'amore si irradia verso chiunque è vicino. Crediamo alla collaborazione e all'aiuto vicendevole tra le famiglie.

Ti preghiamo per la nostra famiglia e per quelle del mondo intero, perché il Signore Dio, che ha voluto questa particolare e meravigliosa forma d’unione tra le persone, benedica ogni giorno tutti coloro che amano e onorano il proprio sposo, la propria sposa, i propri figli e i propri genitori.  Amen