Ascolto della Parola

10/10/2013

Apocalisse: Rivelazione di Gesù Cristo


Capitolo 1 

Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, 2il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto.

Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino. (continua)

Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, 5e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.

A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,  che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,
anche quelli che lo trafissero,
e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto.
Sì, Amen!

Dice il Signore Dio: Io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!

Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.

Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: 11"Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Èfeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa".

Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d'oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. 14I capelli del suo capo erano candidi, simili a lana candida come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. 15I piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque.

Teneva nella sua destra sette stelle e dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio, e il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza.

17Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: "Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo,  e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. 19Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito.

Il senso nascosto delle sette stelle, che hai visto nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro è questo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese, e i sette candelabri sono le sette Chiese.

 

Per la riflessione:

Giovanni inizia il suo racconto situandosi in una comunità che vive la persecuzione. Con questo è dichiarato l’ambiente in cui il messaggio è nato e al quale si rivolge. L’Apocalisse è, in sostanza, una riflessione sulla persecuzione, ed è un messaggio di speranza rivolto ad una comunità perseguitata.

Il prologo evidenzia, innanzi tutto, come Dio rivela il senso della storia. Al vertice supremo c’è Dio stesso, che dona la sua parola a Gesù. Cristo invia l’angelo, messaggero divino, a Giovanni, il testimone, che si rivolge alla comunità dei credenti, “riferendo ciò che ha visto”. Oggetto della testimonianza è la rivelazione del mistero divino, il cui contenuto sono gli eventi “che devono presto accadere”. Giovanni attesta l’azione di Dio nel mondo, un’azione che noi possiamo comprendere, non attendendo quel che deve succedere man mano che la storia va avanti, ma rileggendo la storia a partire dall’ evento della morte e risurrezione di Cristo.

Il saluto che Giovanni rivolge alle sette Chiese è tipicamente biblico: “grazia e pace” da “Colui che è, che era e che viene”, “dai sette spiriti che stanno davanti al trono”, visti da alcuni come corte angelica, ma più probabilmente come segno della pienezza dei doni dello Spirito Santo, e da “Gesù Cristo, testimone fedele. Dopo l’Amen forte che conclude l’intervento corale dell’assemblea, Giovanni propone una profezia, la prima di questo testo profetico: Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà… tutte le nazioni si batteranno per lui il petto…”. C’è, da un lato, una rivelazione cosmica: la visione universale del Figlio dell’uomo, il Messia ( predetto da Daniele 7,13); dall’altro, c’è la misteriosa visione del Trafitto, che suscita pentimento e conversione in tutta l’umanità. E’ la celebrazione del Cristo crocifisso e glorioso. E l’assemblea risponde con l’Amen liturgico. E a questo punto si ha la grandiosa epifania di Dio che si presenta con titoli possenti: Io sono l’alfa e l’Omega, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente (Pantokràtor).

Giovanni descrive la prima visione di quella domenica nell’isola di Patmos. Prima ancora della visione, c’è la parola. “Dietro di me”: ode la parola del Figlio dell’uomo non davanti, ma dietro di sé. Dio è già presente. Nulla è da aspettarsi quasi Egli debba ancora venire: nella Chiesa Egli è, e rimane.

L’interpretazione di questo passo è la chiave per capire tutta l’Apocalisse. La vita cristiana non è attesa di qualche cosa che deve venire e non è, è attesa di una manifestazione di quello che già è ora, e tu ancora non vedi. Per vedere, per incontrarti con Cristo, tu non devi procedere in avanti: Egli è già qui, dietro a te, e ti sorregge. La venuta di Cristo è la pienezza dei tempi. Giovanni “vede” e tratteggia un’icona grandiosa che ha al centro la figura di Cristo

Al centro della visione c’è “il Figlio d’uomo”, che indossa un abito lungo fino ai piedi, con una fascia d’oro = indica il carattere sacerdotale della persona e missione del Cristo risorto. La capigliatura è candida come la neve = segno di eternità. Gli occhi fiammeggiano come il fuoco = simbolo di amore (potenza dello sguardo) e di giudizio. I piedi bronzei incandescenti denotano stabilità, fermezza e sicurezza. La voce paragonata al fragore delle grandi acque = immagine della potenza di Dio presente nella parola di Gesù.

Il Cristo morto e risorto tiene saldamente nelle sue mani le “sette stelle e i sette candelabri”, la sua chiesa, perseguitata e lacerata, in lotta col male e col peccato, ma che ha - ugualmente - il diritto di essere lieta e vittoriosa, perché sorretta e guidata da Colui che è Signore della vita e della storia. Una rivelazione di speranza che non annulla la sofferenza, ma la cambia di segno. Un canto pasquale di sicurezza e di fiducia.

 

Per la Meditazione: 

1. Giovanni attesta la Parola di Dio e la testimonianza di Gesù. Perché sia recepito il messaggio della Rivelazione occorre un mediatore, che nel testo è Giovanni. Oggi spetta alla Chiesa la missione di far capire come Dio agisce nella storia, rileggendola a partire dall’evento dell’ Incarnazione e della Pasqua. Come la nostra comunità riesce a leggere e a comprendere l’agire di Dio nella storia di oggi?

 2. “Gesù Cristo testimone fedele”. Come sperimentiamo la fedeltà di Cristo, la sua resurrezione nella nostra storia e nel tempo che viviamo? Crediamo che Cristo sia il centro, il senso, il fine della storia?

3. Fin dall’inizio l’Apocalisse ci introduce in un contesto liturgico: c’è un lettore e c’è un’assemblea in ascolto nel “giorno del Signore”. Cosa significa per noi “liturgia”? Comprendiamo il significato dei gesti e dei segni liturgici? Sono per noi celebrazione della fede e forza per sperare?

Per la preghiera: 

Signore Gesù, tu che sei il Primo e l'Ultimo,  e il Vivente. Tu che eri morto, ma ora vivi per sempre e hai le chiavi della morte e degli inferi, della storia e del tempo, rivelati nella nostra vita e nella storia che stiamo vivendo. Posa su di noi la tua mano forte, e aiutaci a non temere, ma a confidare nella forza della tua risurrezione. A te, che ci ami e ci hai liberato dai nostri peccati, la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.