Ascolto della Parola

11/04/2013

La fede pasquale


Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro 3e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini... (continua)

La fede pasquale dei discepoli

Dal Vangelo di Luca (Capitolo 24)

Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro 3e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. 5Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea 7e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno"". 8Ed esse si ricordarono delle sue parole 9e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. 10Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. 11Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. 12Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto.

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro.

Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". 19Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto".  

Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro.Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro,i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!".Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho". 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: "Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi".Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto".

E’ sempre il Signore vivente che prende l’iniziativa e sorprende gli undici, mentre essi sono intenti a proclamare che il Risorto è apparso a Simone (cf. Lc 24,34) e ai due discepoli pellegrini sulla via di Emmaus (cf. Lc 24,35). Facendosi presente in mezzo ai suoi discepoli, Gesù comunica loro innanzitutto la sua pace – “Pace a voi!”; egli però conosce i loro cuori e sa bene che in realtà essi non credono alla sua resurrezione: “Stupiti e spaventati essi credevano di vedere uno spirito”. In altre parole, gli undici non credono a una reale presenza di Gesù quale risorto da morte, reale come quando camminava con loro sulle strade della Galilea e della Giudea, ma pensano di essere di fronte all’apparizione dello spirito di Gesù; si ripropone così quanto era avvenuto il giorno in cui Gesù era andato verso i discepoli camminando sulle acque ed essi avevano pensato di trovarsi di fronte a “un fantasma” (Mc 6,49). Davvero non basta una fede generica, anche se entusiasta, in una sopravvivenza di Gesù o in un ritorno del suo spirito dai morti, e l’evangelista ce lo dice con parole che possono apparire paradossali: “Per la grande gioia ancora non credevano”… La fede nel Signore risorto deve invece essere adesione a una presenza viva, una presenza che può essere spiegata e rivelata solo tramite le Sante Scritture e il ricordo delle parole di Gesù (cf. Gv 2,22).

Gesù interroga poi i discepoli, mettendo in luce con benevola comprensione i loro dubbi, e nel contempo mostra loro i segni del suo corpo glorioso; la sua è carne risorta da morte; non un cadavere rianimato né un semplice spirito la cui funzione sarebbe quella di indicare una continuazione della causa di Gesù anche dopo la sua morte: “Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; uno spirito non ha carne e ossa come vedete che io ho”. In queste affermazioni è contenuto tutto il realismo della resurrezione, ossia la difesa della fede nella resurrezione del corpo contro quelli che, allora come oggi, sono tentati di sminuire l’evento della resurrezione e di ridurlo a una generica sopravvivenza dell’insegnamento di Gesù di Nazaret.

Ma a questo punto il Risorto, facendosi ancora una volta commensale dei suoi discepoli, approfondisce per loro il senso della propria resurrezione: un evento che fa di Gesù il Cristo, il Messia, perché “così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno”. Appare dunque in tutta la sua evidenza il fondamento ultimo della fede pasquale: le parole di Gesù unite a “tutte le cose scritte su di lui nella legge di Mosè, nei profeti e nei salmi”. Sì, la nostra fede è generata dall’ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento, rilette alla luce della morte e resurrezione di Gesù: da quel “primo giorno dopo il sabato” (Lc 24,1), tutte le Scritture e tutte le parole di Gesù sono profezia del mistero pasquale!

Senza ascolto delle Scritture non è possibile una fede pasquale autentica; possono esserci entusiasmo, visione dello straordinario, sete di miracoli, ma tutto questo non basta. “Cristo fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture” (1Cor 15,4): la chiesa ha compreso la straordinaria importanza di questa affermazione, al punto da inserirla al cuore della sua confessione di fede proclamata ogni domenica.

A partire dall’esodo pasquale di Gesù, il suo Vangelo deve essere predicato a tutte le genti, affinché si convertano, cioè facciano ritorno a Dio, e accedano alla buona notizia della remissione dei peccati. Nel consegnare ai suoi questa rivelazione, il Risorto già rivolge lo sguardo alla missione della chiesa che si apre in quel giorno, “cominciando da Gerusalemme” e destinata a giungere fino a Roma (cf. At 28,11-30). Ecco perché egli rivolge agli undici un’ultima parola, che suona come un mandato perenne: “Di questo voi siete testimoni”. Gli apostoli dovranno essere testimoni della morte e resurrezione di Gesù, e a ciò saranno abilitati dallo Spirito santo, potenza di Dio che scenderà su di loro.

Domande per la meditazione e la preghiera personale:

Viviamo una fede pasquale, quindi centrata sulla pasqua di Cristo, certezza che il Signore è veramente Risorto? La nostra fede pasquale è alimentata dalla meditazione delle Scritture? Viviamo la fede come esperienza viva del Signore Risorto presente e operante nella comunità cristiana?