Ascolto della Parola

16/10/2014

Genesi: Capitolo 1 - 2,4


In principio Dio creò
 
Capitolo 1 - 2,4

In principio Dio creò il cielo e la terra. 2La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

3Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. 4Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. 5Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.

6Dio disse: "Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". 7Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. 8Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

9Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne. 10Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. 11Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie". E così avvenne. 12E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

14Dio disse: "Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni 15e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne. 16E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. 17Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. 19E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

20Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo". 21Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. 22Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra". 23E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

24Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie". E così avvenne. 25Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.

26Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".

27E Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.

 28Dio li benedisse e Dio disse loro:
"Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra". 

29Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. 30A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne. 31Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

1Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. 3Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.4Queste sono le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. 

Per la riflessione
Questo primo racconto della Creazione scandisce ogni opera con un ritornello : “Dio vide che  ciò era buono”.
Chi ha scritto questa pagina è un sapiente della cerchia sacerdotale, vissuto verso gli anni 500 avanti Cristo, che alla storia della salvezza ha voluto premettere questo capitolo su Dio creatore.
Subendo e correggendo i mitici racconti assiro-babilonesi non intendeva darci un resoconto scientifico sulla creazione, ma presentarci il frutto di una riflessione sapienziale e liturgica sull’uomo e sul creato. Lo scopo delle Sacre Scritture è annunziare chi è l’uomo, qual è il suo rapporto con Dio e quale è la via che lo conduce alla piena realizzazione. Esse vogliono rispondere ai nostri interrogativi di fondo: “Perché, mentre aspiriamo alla vita e alla felicità, c’è tanta sofferenza e c’è la morte? Perché la terra è così piena di pericoli. Perché l’amore fra l’uomo e la donna può diventare causa di rovina, ecc.
La cosmologia primitiva del tempo dell’agiografo viene usata per insegnare che Dio ha creato tutte le cose, attraverso la Sua assoluta potenza e trascendenza.
Mentre i poemi epici descrivevano la creazione come il risultato di una lotta tra gli dei e le forze del caos, il racconto biblico pone in risalto l’attività senza sforzo dell’unico Dio.

La parola “beresit”, “arché” in greco, “principium” in latino, non significano esattamente “in principio”, come traduce l’italiano, ossia non si riferisce solo all’inizio del tempo, ma anche all’interno del mondo in cui viviamo. Che il mondo è creato “in principio” significa che l’essenza del mondo sta nell’essere creato da Dio. Se cielo e terra fossero eterni, Dio li avrebbe creati dall’eternità. E il mondo non è concepibile senza la sua creazione. Ma che il mondo è creato ( barà ) da Dio dal principio non significache una volta creato non ha più bisogno di Dio, come alcuni oggi sono portati a pensare; per l’uomo dellaBibbia infatti la realtà esistente è creata e viene completamente determinata dal creatore.

La settimana della creazione non va letta scientificamente. Essa non rappresenta la successione reale delle opere di Dio. Questa pagina ha somiglianza con i miti assiro-babilonesi, ma differisce anche molto da essi.

Tutto l’universo ha origine da Dio e riflette la sua bontà. Non esiste un dio del male, il sole, le stelle, i pianeti, le forze della natura non sono dei, ma creature. Dio è come un padre e una madre, prima prepara con cura l’ambiente e poi vi colloca l’uomo. Il suo lavoro divino e il suo riposo, al settimo giorno, sono il tipo del lavoro e del riposo umano.

Tutto ciò che Dio crea è “buono”, ma l’uomo e la donna insieme sono una cosa “molto buona”. «Facciamo l’uomo» non è soltanto un’espressione di solennità e, nemmeno, un’allusione alla Trinità, come gradivano i Padri della Chiesa (la Trinità, infatti, sarà rivelata soltanto nel Nuovo Testamento). Si tratta, piuttosto, di un dialogo che coinvolge tutta la «corte celeste degli angeli», tanto è importante il gesto che, in questo momento, Dio sta per compiere. L’uomo è definito «immagine» e, «somiglianza» di Dio, a più riprese. I due termini, nell’ebraico originale suggeriscono, infatti, qualcosa di molto più vicino al soggetto imitato, ciò nondimeno, anche qualcosa di differente. Possiamo, dunque, affermare che l’essere umano è la più alta rappresentazione di Dio, che esista sulla terra.

Essi sono le creature più importanti sono al di sopra di ogni animale, la vegetazione e loro sottomessa e

dominano su ogni essere vivente. Sono ambedue creati simili a Dio. Vivono in relazione con Lui, in relazione col cosmo che dominano, in relazione tra di loro. La diversità dei sessi e il matrimonio sono voluti da Dio e la procreazione, cui tende il matrimonio, è il compimento di un disegno provvidenziale del Signore. L’amore coniugale, la fecondità dell’esistenza terrena, altro non sono che il riverbero splendente dello stesso Creatore.

La creazione è limitata ( è fatta in sei giorni ). Essa tende al sabato, cioè all’infinito di Dio. In particolare l’uomo è chiamato a rispettare il sabato non solo per un riposo, ma soprattutto per una necessaria tensione al suo Creatore e al Sabato eterno. Celebrare il giorno del Signore significa partecipare alla libertà, al riposo e quindi alla pace di Dio.

Preghiera: Salmo 8
2 O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza, 

3 con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

4 Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,

5 che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi? 

6 Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.

7 Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:

8 tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,

9 gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

 10 O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!