Gruppo Famiglie

19/10/2014

Vivere i sentimenti in famiglia: l'amore


Riflessioni proposte al gruppo riguardo ai sentimenti vissuti in famiglia.
In questo incontro don Massimo ci propone il sentimento più importante, quello che racchiude tutti gli altri: l'amore.

“Per me l'amore è voler nient'altro che il bene per una persona. L'amore vuol dire essere disposti a sacrificarsi. L'amore è un sentimento fortissimo, oltre il limite di ciò che immagina la gente …”.

“Per me una cosa irraggiungibile di cui sto dubitando l'esistenza”.

“L'amore cose per me? Un sentimento fortissimo.. cioè è una parte che ti manca.. trovi la persona giusta è un frammento della tua vita!”

Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.
(Antoine de Saint-Exupery)

Non c’è felicità nell’essere amati. Ognuno ama sé stesso; ma amare, ecco la felicità.
(Hermann Hesse)

L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.
(Erich Fromm)

 

Dal Cantico dei Cantici (cap. 8)

6Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come il regno dei morti è la passione:
le sue vampe sono vampe di fuoco,
una fiamma divina!

7Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell'amore, non ne avrebbe che disprezzo. 

L’inno alla carità (1Cor 13, 1-8.13)

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.

La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.

Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

Meditazione
“Oggi tante persone hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita, sembra impossibile. (…) E questa mentalità porta tanti che si preparano al matrimonio a dire: ‘stiamo insieme finché dura l’amore’. Ma cosa intendiamo per ‘amore’? Solo un sentimento, uno stato psicofisico? Certo, se è questo, non si può costruirci sopra qualcosa di solido. Ma se invece l’amore è una relazione, allora è una realtà che cresce, e possiamo anche dire a modo di esempio che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli! (…). Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre. Non dobbiamo lasciarci vincere dalla ‘cultura del provvisorio’! Dunque come si cura questa paura del ‘per sempre’? Si cura giorno per giorno affidandosi al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede. Perché il ‘per sempre’ non è solo una questione di durata! Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità. Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani. (…) Nella preghiera del Padre Nostro noi diciamo: ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’. Gli sposi possono imparare a pregare anche così: ‘Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano’, insegnaci ad amarci, a volerci bene!”.

(…) L’amore vero non si impone con durezza e aggressività. Nei Fioretti di san Francesco si trova questa espressione: ‘Sappi che la cortesia è una delle proprietà di Dio … e la cortesia è sorella della carità, la quale spegne l’odio e conserva l’amore’. (…) E oggi nelle nostre famiglie, nel nostro mondo, spesso violento e arrogante, c’è bisogno di molta più cortesia. ‘Grazie’. (…) La gratitudine è un sentimento importante (…). Sappiamo ringraziare? Nella vostra relazione, e domani nella vita matrimoniale, è importante tenere viva la coscienza che l’altra persona è un dono di Dio…e ai doni di Dio si dice ‘grazie’. (…) Non è una parola gentile da usare con gli estranei, per essere educati. Bisogna sapersi dire grazie, per andare avanti bene insieme. ‘Scusa’. Nella vita facciamo tanti errori, tanti sbagli. Li facciamo tutti. (…) Ecco allora la necessità di usare questa semplice parola: ‘scusa’. In genere ciascuno di noi è pronto ad accusare l’altro e a giustificare se stesso. È un istinto che sta all’origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e a chiedere scusa. (…) Anche così cresce una famiglia cristiana. Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Esistiamo noi, peccatori. Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono (…), senza che la pace ritorni in casa. Se impariamo a chiederci scusa e a perdonarci a vicenda, il matrimonio durerà, andrà avanti”.

 (Papa Francesco ai fidanzati)

 

Domande per la riflessione personale e di coppia

  • Quale è la nostra idea sull’amore? Come potremmo definirlo? Quali sono le qualità dell’amore vero?
  • Quale esperienza di pienezza d’amore stiamo vivendo? Quali delusioni sulle attese di amore stiamo affrontando?
  • Quali gesti concreti di amore stiamo imparando l’uno dall’altro?

 


Preghiera

Insegnaci, Signore, a non amare solo noi stessi,
a non amare soltanto i nostri cari,
a non amare soltanto quelli che ci amano.

Insegnaci a pensare agli altri,
ad amare anzitutto quelli che nessuno ama.
Concedici la grazia di capire che in ogni istante,
mentre noi viviamo una vita
troppo felice e protetta da te,
ci sono milioni di esseri umani,
che pure sono tuoi figli e nostri fratelli,
che muoiono di fame
senza aver meritato di morire di fame,
che muoiono di freddo
senza aver meritato di morire di freddo.
Signore abbi pietà di tutti i poveri del mondo;
e non permettere più, o Signore,
che viviamo felici da soli.

Facci sentire l'angoscia della miseria universale e liberaci dal nostro egoismo.