Gruppo Famiglie

12/01/2014

Vivere la giustizia in famiglia


Dal vangelo di Luca (10, 25-37)

“Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".

 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". 9Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

Meditazione

  • Zaccheo è presentato come persona lontana dai criterio con cui si può parlare di una persona buona e per bene. E’ capo di coloro ritenuti per mestiere ladri e si era arricchito probabilmente indebitamente. Ma l'ingiustizia rende forse ricchi, ma purtroppo anche molto soli.
  • Proprio lì Gesù doveva passare, nel luogo del male come era considerata la città di Gerico e proprio dove c’è una ingiusta ricchezza. Anzi Gesù chiede di entrare in casa di Zaccheo, dove la casa è il luogo dove facilmente si portano le ingiustizie che si fanno al lavoro, anche nell’egoismo di pensare solo al proprio bene, magari anche della famiglia, ma dimenticando quelli a cui si è rubato il salario del rispetto e della dignità.
  • L’incontro con Gesù crea subito nel cuore di Zaccheo uno spazio di giustizia. Chi conosce l’amore di Gesù in modo autentico, avverte di restituire ciò che è frutto di ingiustizia. La salvezza impegna nel rendere a ciascuno ciò che è suo. Zaccheo restituisce più del dovuto, perché ha scoperto un amore più grande, proprio da colui che venendo a casa sua gli ha restituito dignità, rendendolo giusto davanti a Dio.  
  • La giustizia appare così la prima forma di carità. Nell’impegno per la giustizia si realizza l’autenticità dell’esperienza di essere salvati.
  • La salvezza come impegno per la giustizia coinvolge tutta la casa di Zaccheo. Restituire, attraverso la condivisione dei beni, è il segno di una salvezza vera, che coinvolge tutte le relazioni, restituendo ad ognuno l’amore che è nel suo diritto ricevere.

 

Dal Libro del Profeta Isaia (cap. 1)

Lavatevi, purificatevi,

allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male,

imparate a fare il bene,

cercate la giustizia,

soccorrete l'oppresso,

rendete giustizia all'orfano,

difendete la causa della vedova".

 

Dal Vangelo di Matteo (cap. 1)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (cap. 13)

Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole; perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge. 9Infatti: Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai, e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 10La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

 

Educarsi alla giustizia in famiglia

Lo stile delle relazioni tra marito e moglie viene ripreso dall'Apostolo Paolo nella lettera agli Efesini, con una amplificazione del discorso nella prospettiva sacramentale. "Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie come Cristo è capo della Chiesa" (Ef 22). Sarebbe un errore tentare di capire il senso delle parole dell'Apostolo senza tenere conto di ciò che egli subito dopo aggiunge: "E voi, mariti, amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa" (v. 25). Ora, noi sappiamo che Cristo ha amato la Chiesa lavando i piedi ai suoi discepoli e rappresentando così il senso profondo dell'offerta della propria vita per la nostra salvezza. Se dunque la moglie deve essere sottomessa al marito come a Cristo, il marito, a sua volta, deve mantenere verso di lei lo Cristo stesso atteggiamento di Cristo, quello un instancabile servizio. Sotto questa chiave scopriamo allora che la "sottomissione" è un atteggiamento altissimo e nobile, se è ispirato dall'amore e dall'imitazione di Cristo. Volendo stabilire il livello della giustizia, basta ribadire il principio riportato dal Vangelo di Luca: "Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro" (6,31).

Si tratta poi di trovare il rapporto tra giustizia e misericordia. La giustizia, se non è quella di Dio, se non è unita alla carità, resta imperfetta, monca: una dimensione di regole che scivola, progressivamente, nel legalismo. Sarà dunque l’amore misericordioso a darci la vera cifra della giustizia. Ci interesserà tuttavia mostrare anche il limite che pur esiste rispetto alla misericordia, limite che sta nell’esigenza di tutelare i diritti degli altri, particolarmente dei più deboli: in realtà un limite di giustizia, senza del quale si lascerebbero i “piccoli” in balia della sempre possibile sopraffazione.

 “Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi educatori. La famiglia è cellula originaria della società. È nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro. Essa è la prima scuola dove si viene educati alla giustizia e alla pace”(Benedetto XVI, Messaggio per la giornata della pace 2012).

 

Domande per la riflessione personale e di coppia

  • Crediamo in famiglia al valore della giustizia, riconoscendo il valore e la dignità di ognuno, restituendo l’amore che riceviamo dagli altri, mettendo insieme giustizia e perdono, rispetto delle regole e misericordia?
  • Come ci educhiamo in famiglia al rispetto delle regole per vivere una società giusta, attenta al rispetto della dignità di tutti, specialmente dei più deboli, senza discriminazioni?

 

 


Preghiera Salmo 112

Rit. Felice l’uomo pietoso che amministra i beni con giustizia

Beato l’uomo che teme il Signore

E trova grande gioia nei suoi comandamenti.

Potente sulla terrà sarà la sua stirpe,

la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa,

la sua giustizia rimane per sempre.

 Rit. Felice...

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,

buono misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,

amministra i suoi bene con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:

Il giusto sarà sempre ricordato.

Rit. Felice...

Non temerà annunzio di sventura,

saldo è il suo cuore, confida nel Signore,

Sicuro è il suo cuore, non teme,

finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri,

la sua giustizia rimane per sempre,

la sua potenza s’innalza nella gloria.

Rit. Felice….