Gruppo Famiglie

08/12/2013

Vivere la carità in famiglia


Dal vangelo di Luca (10, 25-37)

“Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?". 26Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?". 27Costui rispose: " Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso". 28Gli disse: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai". 29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?". 30

Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". 37Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".


Meditazione

  • Stranieri l’uno per l’altro ci siamo fatti vicini, accanto per tutta la vita. La vita di carità nasce dall’amore di coppia in cui si diventa vicini, pronti alla compassione reciproca. Si prende la persona com’è, con i suoi pregi, le sue qualità, la sua bellezza, i suoi progetti, ma anche con i suoi limiti, le sue debolezze, le sue abitudini. Si sposa la persona e non una qualità della persona. Dopo il matrimonio non ci sono più l’io e il tu, non ci sono più il mio e il tuo. Si diventa un noi in cui tutto viene condiviso. Non c’è più il tuo problema, la tua sofferenza, i tuoi successi; ma il nostro problema, le nostre sofferenze, i nostri successi o fallimenti, anche quando uno dei due prende una decisione, deve prenderla sapendo che coinvolge anche l’altro.
  • La carità di Dio, l’amore di Dio per l’uomo è Gesù Cristo fatto uomo e uomo come noi. La compassione vuol dire mettersi al posto dell’altro, gioire con lui, soffrire con lui, condividere con lui.
  • Pagare di persona. La carità mi impone di condividere la sorte degli altri, di superare la loro emarginazione perché la devo sentire come mia. Un altro valore importante per vivere la carità è la gratuità. Non tutto è monetizzabile, non è necessario ricevere una contropartita per quello che si fa e per quello che si dona.
  • L’olio della speranza e il vino della consolazione. La carità come dialogo. Abbiamo bisogno di dirci parole di speranza davanti alle fatiche e alle ferite della vita. Invece spesso le parole feriscono oppure sono di cortesia non di consolazione.   Fare complimenti è uno dei modi in cui possiamo esprimere parole di rassicurazione al nostro coniuge. L'incoraggiamento richiede empatia e disponibilità a guardare il mondo secondo la prospettiva del coniuge imparando, prima di tutto, che cosa è veramente importante per lui; solo allora, infatti, potremo offrire incoraggiamento. L'amore, inoltre, è gentile; quindi, se vogliamo comunicare amore con le parole, dobbiamo usare parole gentili e preoccuparci, anche del modo in cui parliamo.
  • La famiglia, una locanda dove ci si prende cura. In una casa dove ci si prende cura gli uni degli altri, dove l’amore è fatto di gesti di accoglienza, di dono e tenerezza, si è pronti a diventare una locanda come quella della parabola dove ci può essere attenti a chi in qualche modo, perché ferito e solo, ci viene affidato da Cristo, che aspetta che viviamo la carità che lui ha verso ciascuno di noi.

 

La famiglia è il luogo dove si inizia a vivere la carità. Ma è anche, a causa della nostra debolezza, quello in cui spesso non siamo generosi. In questo modo facciamo soffrire di più chi, proprio in famiglia, più che altrove, cerca riposo, ascolto, comprensione, aiuto, incoraggiamento, serenità, speranza, tenerezza.

 Siamo stati amati dal nostro sposo/dalla nostra sposa proprio per queste virtù che abbiamo dimostrato verso di lui/verso di lei. La stanchezza, lo stress, l’egoismo non devono mai far venire meno questi nostri concreti segni d’amore verso chi ha affidato la sua vita nelle nostre mani perché fosse custodita e amata. Ecco allora un inno d’amore per la vita in famiglia. 

L’inno alla carità (1Cor 13, 1-8.13)
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.

2E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

3E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.

4La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, 5non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. 7Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

8La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.

13Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità! 

Domande per la riflessione personale e di coppia

  • Crediamo come sposi e come famiglia che la carità è il dono più grande e l’impegno più urgente della nostra vita? Come esprimiamo l’aver cura in famiglia gli uni degli altri?
  • Come famiglia siamo aperti a prenderci cura di chi si trova in difficoltà? Possiamo dire di essere uno strumento della carità di Cristo per il nostro prossimo?

 

Preghiera

Signore, fammi buon amico di tutti,
fa’ che la mia persona ispiri fiducia
a chi soffre e si lamenta,
a chi cerca luce lontano da Te,
a chi vorrebbe cominciare e non sa come,
a chi vorrebbe confidarsi e non se ne sente capace.
Signore aiutami,
perché non passi accanto a nessuno
con il volto indifferente,
con il cuore chiuso,
con il passo affrettato.
Signore, aiutami ad accorgermi subito
di quelli che mi stanno accanto,
di quelli che sono preoccupati e disorientati,
di quelli che soffrono senza mostrarlo,
di quelli che si sentono isolati senza volerlo.
Signore, dammi una sensibilità
che sappia andare incontro ai cuori.
Signore, liberami dall’egoismo,
perché ti possa servire,
perché ti possa amare,
perché ti possa ascoltare,
in ogni fratello che mi fai incontrare.

S. Vincenzo De Paoli