Ascolto della Parola

12/12/2013

Apocalisse: i due testimoni e la donna vestita di sole


Capitoli 11 e 12


Capitolo 11

 1Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: "Àlzati e misura il tempio di Dio e l'altare e il numero di quelli che in esso stanno adorando. 2Ma l'atrio, che è fuori dal tempio, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. 3Ma farò in modo che i miei due testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni". 4Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra. 5Se qualcuno pensasse di fare loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di fare loro del male. 6Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiare l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli, tutte le volte che lo vorranno. 7E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall'abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. 8I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. 9Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedono i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. 10Gli abitanti della terra fanno festa su di loro, si rallegrano e si scambiano doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.

11Ma dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. 12Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: "Salite quassù" e salirono al cielo in una nube, mentre i loro nemici li guardavano. 13In quello stesso momento ci fu un grande terremoto, che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti, presi da terrore, davano gloria al Dio del cielo.

14Il secondo "guai" è passato; ed ecco, viene subito il terzo "guai".

15Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano:
"Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli".

16Allora i ventiquattro anziani, seduti sui loro seggi al cospetto di Dio, si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo:

17"Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente,
che sei e che eri,
18perché hai preso in mano la tua grande potenza
e hai instaurato il tuo regno.
Le genti fremettero,
ma è giunta la tua ira,
il tempo di giudicare i morti,
di dare la ricompensa
ai tuoi servi, i profeti, e ai santi,
e a quanti temono il tuo nome,
piccoli e grandi,
e di annientare coloro
che distruggono la terra".

19Allora si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l'arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. 

Capitolo 12  

1Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. 2Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. 5Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro,e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. 6La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

7Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, 8ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. 9E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. 10Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:

"Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato
l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
11Ma essi lo hanno vinto
grazie al sangue dell'Agnello
e alla parola della loro testimonianza,
e non hanno amato la loro vita
fino a morire.
12Esultate, dunque, o cieli
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è disceso sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo".

13Quando il drago si vide precipitato sulla terra, si mise a perseguitare la donna che aveva partorito il figlio maschio. 14Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, perché volasse nel deserto verso il proprio rifugio, dove viene nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente. 15Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. 16Ma la terra venne in soccorso alla donna: aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

17Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

18E si appostò sulla spiaggia del mare. 

Per la riflessione

“I due testimoni”: si può interpretare il brano in riferimento alla Chiesa universale che svolge la funzione di testimone in un mondo ostile a Dio. La sua testimonianza può condurre al martirio, ma la sua incrollabile fiducia nella protezione divina le dà la garanzia che il suo sacrificio sfocerà in una vittoria completa e promuoverà sempre più la gloria di Dio.

La descrizione dei due testimoni inquadrano perfettamente le figure di Mosè ed Elia. Secondo la tradizione giudaica, entrambi ritorneranno a predicare la penitenza prima del giorno del Signore. In questo brano i due personaggi rappresenterebbero l’intera Chiesa, che deve rendere una testimonianza viva e perpetua a Cristo (Atti 1,8).

“La grande città”: quest’espressione è costantemente nell’Apocalisse in riferimento a Babilonia, cioè, Roma.E’ chiamata Sodoma ed Egitto a causa dei suoi due delitti più gravi: la perversione morale e l’oppressione e la schiavitù del popolo di Dio. Alcuni commentatori, però, identificano “la grande città” con Gerusalemme, perché il testo allude alla piazza di questa città “dove il Signore è stato crocifisso”. Sia Roma che Gerusalemme si riferiscono alla città terrestre del male, cioè al mondo pagano ostile a Dio e al suo popolo. Questa città è impaziente di annientare la Chiesa; continua a crocifiggere Cristo nei suoi fedeli. 

Questa sezione è il cuore dell’Apocalisse. Il potere del male, rappresentato da un drago rosso, viene radicalmente contrapposto al Messia e al suo popolo. Il Diavolo, Satana, l’Accusatore si impegna con tutti i mezzi a distruggere Cristo e la sua Chiesa (cap.12). Qui, come in tutta la Bibbia, riscontriamo una salda fede nel Dio che dirige la storia verso un unico traguardo: la salvezza del suo popolo. 

 “Una donna”: molti degli antichi commentatori la identificarono con la Chiesa; nel Medio Evo era diffusa l’opinione che essa rappresentasse Maria, la Madre di Gesù. Gli esegeti moderni si sono orientati alla prima interpretazione (la Chiesa), perché numerosi dettagli non si adattano all’interpretazione mariana. Per esempio, ci è difficile immaginare che Maria sia giunta al massimo delle sofferenze nei dolori del parto (v.2), che sia stata inseguita nel deserto dopo la nascita di suo figlio (6,13 ss.) o che infine sia stata perseguitata attraverso gli altri suoi figli (v.17). L’accento posto sulla persecuzione della donna è veramente appropriato solo se essa simboleggia la Chiesa, che viene continuamente presentata nel libro come oppressa dalle forze del male, ed è tuttavia protetta da Dio.

 “Partorì un figlio...destinato a governare”: il Messia doveva infrangere il potere del dragone sul mondo; il dragone pertanto sarebbe ansioso di annientarlo all’atto stesso della nascita. “Fu rapito”: Giovanni sintetizza l’intera vita di Cristo nei suoi poli estremi: la nascita e la gloriosa ascensione (“fu rapito”; 1 Tim. 3,16). Questi due eventi (passando sotto silenzio tutta la vita di Cristo, persino la sua passione) sono sufficienti per mostrare che malgrado la sua vigilanza, l’odio del dragone non riuscì a prevalere.

 “La Donna fuggì nel deserto”: umiliata dalla persecuzione dei suoi membri (vv. 14 ss.), la Chiesa deve fuggire nel deserto, il tradizionale luogo di rifugio per gli oppressi d’Israele. Sembra sia qui implicita la tipologia dell’esodo. Come Israele fu costretto ad affrontare le prove del deserto (Deut. 8,2 ss.), così anche la comunità escatologica deve aprirsi la strada alla redenzione attraverso il deserto.

All’annientamento del potere del dragone e all’inaugurazione del regno di Dio è assegnata un’unica causa: sia qui che nei vangeli, questa causa è il ministero di Cristo (Mt. 12,28); Lc. 10,18), culminante nella sua passione e glorificazione. Il fatto che la battaglia abbia luogo in cielo, indica che la sconfitta del dragone è veramente operata nel Cristo glorificato. I cristiani fedeli al loro Signore possono avere la certezza che sconfiggeranno satana sulla terra.