Gruppo Famiglie

10/11/2013

Vivere la speranza in famiglia


Dal vangelo di Luca (15, 21-28)

“In quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

 17Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". 19Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto". 25 Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 44 Poi disse: "Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi". 45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni”.

"A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria" ( Col 1,27 )

“Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza”( Rm 5,3-4 ).

Meditazione

  • Partire insieme con grandi attese e speranze. Dalla coppia alla famiglia, come i discepoli speravano in Cristo e nella realizzazione delle loro attese, così possono essere i sogni e le speranze di chi si sposa e vive di molte attese e di tanti progetti insieme.
  • Conoscere e dare un nome alle proprie delusioni, quelle che attentano alla speranza e generano un volto triste. Le attese di felicità, di realizzazione personale, di trovare nella famiglia un luogo di rifugio dove essere capiti e non un luogo dove donare sembra non bastare mai. Arriva poi la  fatica di non comprendere i giorni tristi della croce, con il pericolo di ritornare sulle proprie scelte, riprendendo la strada della prima… casa.
  • Il vangelo parla di un incontro che porta fuori dai propri pensieri tristi, dialogo con qualcuno a cui raccontare la propria storia e dal quale poter avere una parola di spiegazione, un motivo per capire quello che sta succedendo.
  • Dall’ascolto all’ospitalità. La speranza rifiorisce non solo da una parola che scalda il cuore, ma da un gesto di accoglienza, di apertura generosa e di fiducia verso un ospite che non ha mai cessato di camminare con noi, con la nostra famiglia di discepoli, anche quando ci siamo sentiti stanchi o delusi.
  • La carità di Cristo, la memoria del suo dono d’amore nel pane spezzato, apre gli occhi a conoscere che la nostra speranza è nel Signore Risorto, che non siamo mai da soli perché Gesù è vivo a ha vinto la morte, che sulle nostre delusione può rifiorire la certezza che lui guida e sostiene la nostra storia, anche nei giorni bui. Dio non lascia deluse le nostre attese, ma le compie secondo un suo progetto d’amore.

La speranza non fiorisce nel benessere e nella ricchezza. Lo dice San Paolo: « Nella speranza siamo stati salvati, ma quando quel che si spera, si vede, non è più speranza; perché chi già vede una cosa, che spera più? Ma se speriamo quel che non vediamo, allora aspettiamo con pazienza » (Rm 8,24). Paolo motiva la sua affermazione su solide basi: « Sapendo che la tribolazione produce la tolleranza, la tolleranza produce virtù provata, la virtù provata produce la speranza»( Rm 5,3-4). Di gradino in gradino vi si è giunti. Esaminiamo un momento questa ascesa: tribolazione come base - tolleranza come sopportazione - virtù provata come accettazione - speranza come apertura al di fuori di noi, nel tempo e nello spazio (a chi ci circonda). Pensiamo che parte dalla tribolazione!

Perciò San Paolo continua: « La speranza non inganna, perché l'amore divino si è riversato nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci fu dato » ( Rm 5,5 ) ed eccoci arrivati alla carità. Il cristiano è uomo di speranza e il suo impegno nella storia ( impegno nel presente del mondo di oggi e non quindi alienazione ) è in vista di un futuro che la rivelazione di Dio gli lascia intravvedere per sé e per l'umanità.

Domande per la riflessione personale e di coppia

  • Quali situazioni che viviamo in famiglia e intorno a noi sono una fatica e una prova per vivere la nostra speranza?
  • Con quali scelte e atteggiamenti rinnoviamo la speranza in Cristo nella nostra vita di coppia e nella nostra famiglia?

 

PREGHIERA DI SPERANZA

 

Padre nostroche sei nei cieli

e che continui a camminare con noi,

con la nostra storia e i nostri problemi,

facci sentire sempre la tua presenza

che ci hai rivelato in Cristo.

Non permettere mai che venga meno

la nostra confidenza in Te

soprattutto quando la tristezza

ci opprime e ci sgomenta.

Facci dono di scegliere sempre la via della vita.fa' che amiamo questo nostro tempo

e vi leggiamo sempre i segni del tuo amore.

Dacci la forza per vivere la vita

come un dono ricevuto dalla tua bontà

e da spendere a servizio degli esseri umani

tuoi figli e nostri fratelli e sorelle.