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17/02/2018

La famiglia nel tempo del deserto e il suo bisogno di acqua viva


Accettare di attraversare come famiglia il deserto dei giorni tutti uguali e dell’aridità, quando è necessario avere l’essenziale, aspettando l’oasi per dissetarsi e riposare.

Dal Libro dell’Esodo (cap. 15-16)

22Mosè fece partire Israele dal Mar Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto senza trovare acqua. 23Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo furono chiamate Mara. 24Allora il popolo mormorò contro Mosè: "Che cosa berremo?". 25Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell'acqua e l'acqua divenne dolce. In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. 26Disse: "Se tu darai ascolto alla voce del Signore, tuo Dio, e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t'infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitto agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!". 27Poi arrivarono a Elìm, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l'acqua.

 

1Levarono le tende da Elìm e tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin, che si trova tra Elìm e il Sinai, il quindici del secondo mese dopo la loro uscita dalla terra d'Egitto.

2Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne. 3Gli Israeliti dissero loro: "Fossimo morti per mano del Signore nella terra d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine".

4Allora il Signore disse a Mosè: "Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge. 5Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sarà il doppio di ciò che avranno raccolto ogni altro giorno".

Dal vangelo di Giovanni (cap. 4)

 “Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: "Dammi da bere". 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva". 11Gli dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?". 13Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna".

 

 Dal vangelo di Giovanni (cap. 7)

"Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: «Dal suo grembo sgorgheranno fiumi d’acqua viva»”.

Meditazione

 

Il cammino del popolo d’Israele nel deserto, fino ad avere in dono l’acqua per mezzo di Mosè, ci aiuta a dare un significato e ad accettare di attraversare come famiglia il deserto dei giorni tutti uguali e anche quelli del sentire una certa aridità negli affetti e nelle attese, quando è necessario avere l’essenziale, aspettando un’oasi per dissetarsi e riposare. Il cammino della famiglia è una promessa di libertà e amore, verso la terra promessa di una vita piena, ricca di gioia profonda e di una vita realizzata, ma occorre attraversare il deserto della prova.

Il cammino prima di tutto. Sentirsi in cammino verso una meta, una terra promessa, sostiene il quotidiano passare dei giorni, anche quando la fatica ne segna il passo e la monotonia rischia di spegnere attese e illusioni. Accettarsi in cammino, per accettare il proprio cammino, dove non si torna indietro, ma si ha la certezza di una metà. La forza di camminare insieme è una prima meta del cammino di una famiglia, dopo i primi anni di matrimonio e dell’arrivo dei figli.

Il bisogno di acqua.

Se c’è una cosa indispensabile per vivere è proprio l’acqua. Si può attraversare anche il deserto, accettando di vivere di ciò che è essenziale, ma non può mancare l’acqua, simbolo della vita e della speranza. Tanti si presentano come per offrire dell’acqua, si considerano come sorgenti, pronti a dare vita e speranza. Ma ci sono anche sorgenti amare, avvelenate dall’egoismo, dall’interesse del più forte. Anche quello che ci beviamo lungo il cammino per il bisogno di acqua che abbiamo, anche come famiglia, può diventare amaro e non soddisfa la sete di acqua viva. Come per Mosè il legno può purificare la sorgente, il legno di una croce accettata, amata offerta con generosità, il dono della rinuncia alla ricerca amara del proprio tornaconto. Così una famiglia può giungere all’oasi dell’acqua buona dell’amore fedele, della preghiera comune, della tenerezza che ristora.

Il mormorare nel deserto.

Deserto significa anche rinuncia alle comodità di un tempo, dove tutto era a nostra disposizione e ben preparato. Deserto è accettare qualche sana privazione per cercare ciò che è essenziale, in particolare il bene degli altri che sono con noi, dove per loro si può rinunciare a ciò che era solo gusto personale senza responsabilità. E nel deserto della rinuncia, di una vita che punta sull’essenziale può nascere la tentazione della mormorazione verso Dio che ci ha messo in un posto difficile e dove tutto richiede fatica, e verso gli altri perché non ci danno tutte le attenzioni di un tempo e non possono, qualche volta non vogliono soddisfare tutte le nostre attese. La mormorazione nasce dalla sfiducia, può diventare lamentazione sterile, che trova in altri le colpe. Ma questo non permette di vedere il momento di grazia che c’è in ogni purificazione come cammino di libertà, per un amore più maturo, libero, generoso.

Il pozzo di casa, come quello di Giacobbe per i suoi figli.

Quante volte ci siamo abbeverati a pozzi che avevano acqua inquinata. Affamati di felicità, abbiamo dato spazio a cose che, invece di colmare il cuore di quella gioia desiderata, ci hanno lasciato ancora più vuoti e tristi. Anche la nostra famiglia ha bisogno di un pozzo a cui attingere l’acqua buona, di sorgente, nei giorni aridi e nel mezzogiorno della stanchezza e dell’aridità. È Gesù il vero pozzo, Lui solo può darci l’acqua che riempie di vita i nostri giorni. Se da Lui riceviamo la vita, diventiamo anche noi pozzi di vita.

Il vangelo di Giovanni distingue tra “sorgente” e “pozzo. La sorgente è il luogo dove l’acqua sgorga generosa e può essere bevuta senza alcuno sforzo. Il pozzo, invece, tanto più è profondo, quanto più richiede fatica per attingere l’acqua, ma lì l’acqua è sempre disponibile se si ha la forza di attingerla insieme. Per la famiglia attingere al “pozzo” di casa significa attingere alla preghiera e all’ascolto di Gesù, l’acqua che ristora, che disseta il nostro cuore, un pozzo da custodire insieme, attorno al quale ritrovarsi, specialmente nei giorni aridi. Così ognuno può  diventare sorgente di bontà, acqua di benedizione e di benevolenza per tutta la famiglia.  

 

Domande per la riflessione personale e di coppia

 

  • Quali sono i nostri periodi di deserto (in famiglia e personalmente) e quali quelli di ristoro? Con chi viviamo questi momenti?
  • Vivo il deserto solo come momento da superare in vista dell’oasi oppure riesco a dargli un significato utile e positivo?
  • Cos’è davvero essenziale per andare avanti nel cammino della mia famiglia? Quale è il significato profondo che riusciamo a dare alle mille cose che facciamo?

 

 

Ricorda

 

Il deserto è il luogo della solitudine,
ma nella solitudine incontro Te, Signore. 

Il deserto è il luogo del silenzio,
ma nel silenzio ascolto la tua Parola, Signore.

Il deserto è arido,
ma è lì che fiorisce il mio amore per te, Signore.