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02/03/2017

“La misura dell’amore è il tutto”



Adorazione eucaristica del 2 marzo 2017

video su https://youtu.be/JfBG669oWMo

 

Canto: Apri i miei occhi Signore

Apri i miei occhi Signore
Apri i miei occhi Signore
Voglio vederti, voglio vederti

Apri i miei occhi Signore
Apri i miei occhi Signore
Voglio vederti, voglio vederti
 
Vederti splendere Signor
Nella luce della Tua gloria
Ricolmi del Tuo amore
cantiamo "Santo Santo"
Santo, Santo, Santo
Voglio vederti!
 

“Se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova”(1Cor 13).

Tutto scusa

Dal vangelo di Luca

 “36Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. 37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. 38Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio".

 

Canto: Misericordia sei

 

Misericordia sei Gesù,
cuore che mai tradisce,
sguardo che mi capisce,
grazia che mi guarisce.
Al tuo trono vengo e credo in te
so che tu mi accoglierai.
Misericordia Gesù  misericordia sei tu.

Tu sei bellezza,
Tu sei purezza,
Tu sei pienezza d'amor.

Misericordia Gesù,
misericordia sei tu,
tu sei bellezza
tu sei purezza,
tu sei pienezza d'amore Gesù.


112. In primo luogo si afferma che “tutto scusa”. Si differenzia da “non tiene conto del male”, perché questo termine ha a che vedere con l’uso della lingua; può significare “mantenere il silenzio” circa il negativo che può esserci nell’altra persona. Implica limitare il giudizio, contenere l’inclinazione a lanciare una condanna dura e implacabile. «Non condannate e non sarete condannati» (Lc 6,37). Benché vada contro il nostro uso abituale della lingua, la Parola di Dio ci chiede: «Non sparlate gli uni degli altri, fratelli» (Gc 4,11). Soffermarsi a danneggiare l’immagine dell’altro è un modo per rafforzare la propria, per scaricare i rancori e le invidie senza fare caso al danno che causiamo. Molte volte si dimentica che la diffamazione può essere un grande peccato, una seria offesa a Dio, quando colpisce gravemente la buona fama degli altri procurando loro dei danni molto difficili da riparare. Per questo la Parola di Dio è così dura con la lingua, dicendo che è «il mondo del male» che «contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita» (Gc 3,6), «è un male ribelle, è piena di veleno mortale» (Gc 3,8). Se «con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio» (Gc 3,9), l’amore si prende cura dell’immagine degli altri, con una delicatezza che porta a preservare persino la buona fama dei nemici. Nel difendere la legge divina non bisogna mai dimenticare questa esigenza dell’amore.

Canto         Dona la pace, dona la pace, ai nostri cuori, o Signore. (2v.)
Resta qui insieme a noi. (2v.) E la pace regnerà. (2v.)

Dona l’amore... e l’amore regnerà.  Dona la gioia…Dona lo Spirito

        

 “Ha fiducia”


Dal vangelo di Giovanni

Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. 47Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. 48Gesù gli disse: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete". 49Il funzionario del re gli disse: "Signore, scendi prima che il mio bambino muoia". 50Gesù gli rispose: "Va', tuo figlio vive". Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. 51Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: "Tuo figlio vive!". 52Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: "Ieri, un'ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato". 53Il padre riconobbe che proprio a quell'ora Gesù gli aveva detto: "Tuo figlio vive", e credette lui con tutta la sua famiglia.

114. “Tutto crede”. Per il contesto, non si deve intendere questa “fede” in senso teologico, bensì in quello corrente di “fiducia”. Non si tratta soltanto di non sospettare che l’altro stia mentendo o ingannando. Tale fiducia fondamentale riconosce la luce accesa da Dio che si nasconde dietro l’oscurità, o la brace che arde ancora sotto le ceneri.

115. Questa stessa fiducia rende possibile una relazione di libertà. Non c’è bisogno di controllare l’altro, di seguire minuziosamente i suoi passi, per evitare che sfugga dalle nostre braccia. L’amore ha fiducia, lascia in libertà, rinuncia a controllare tutto, a possedere, a dominare. Una famiglia in cui regna una solida e affettuosa fiducia, e dove si torna sempre ad avere fiducia nonostante tutto, permette che emerga la vera identità dei suoi membri e fa sì che spontaneamente si rifiuti l’inganno, la falsità e la menzogna.

 

Canto: Fiducia sei per noi, fiducia sei per noi, Pane vivo dentro di noi.

Fiducia sei per noi, fiducia sei per noi, Perché sei vivo dentro di noi.

 

Tutto spera

Dal vangelo di Luca

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". 22Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.

Canto: Grazie Padre buono


Ritornerò e andrò da mio padre e gli dirò: ho peccato contro il cielo e contro di te, non sono più degno, lo so, del tuo santissimo nome. Ritornerò e andrò da mio padre e gli dirò: come uno dei tuoi servi ora mi tratterai, non sono più degno, lo so, ma tu mi tendi la mano, mi accogli e mi abbracci con gioia. Grazie Dio, sei Padre buono, grazie Dio, per il tuo perdono. Eccomi, non sono servo, tu mi dici figlio mio. Quale onor l'anello al dito, quale amor i calzari ai piedi, cuore mio esulta per l'immenso amor del Padre tuo, canta grazie Dio. Padre mio sei misericordia, Padre mio solo tu sei la speranza dell'umanita. Ancora di certo cadrò ma il mio peccato, Signore, si perde nel tuo immenso amore...

 

116. In connessione con la parola precedente, indica la speranza di chi sa che l’altro può cambiare. Spera sempre che sia possibile una maturazione, un sorprendente sbocciare di bellezza, che le potenzialità più nascoste del suo essere germoglino un giorno. Non vuol dire che tutto cambierà in questa vita. Implica accettare che certe cose non accadano come uno le desidera, ma che forse Dio scriva diritto sulle righe storte di quella persona e tragga qualche bene dai mali che essa non riesce a superare in questa terra.

 

Tutto sopporta

Dal libro del profeta Isaia

5Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. 6Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.

7Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

118. Tutto sopporta significa che sopporta con spirito positivo tutte le contrarietà. Significa mantenersi saldi nel mezzo di un ambiente ostile. Non consiste soltanto nel tollerare alcune cose moleste, ma in qualcosa di più ampio: una resistenza dinamica e costante, capace di superare qualsiasi sfida. È amore malgrado tutto, anche quando tutto il contesto invita a un’altra cosa. Manifesta una dose di eroismo tenace, di potenza contro qualsiasi corrente negativa, una opzione per il bene che niente può rovesciare. Questo mi ricorda le parole di Martin Luther King, quando ribadiva la scelta dell’amore fraterno anche in mezzo alle peggiori persecuzioni e umiliazioni: «La persona che ti odia di più, ha qualcosa di buono dentro di sé; e anche la nazione che più odia, ha qualcosa di buono in sé; anche la razza che più odia, ha qualcosa di buono in sé. E quando arrivi al punto di guardare il volto di ciascun essere umano e vedi molto dentro di lui quello che la religione chiama “immagine di Dio”, cominci ad amarlo nonostante tutto. Non importa quello che fa, tu vedi lì l’immagine di Dio. C’è un elemento di bontà di cui non ti potrai mai sbarazzare […] Un altro modo in cui ami il tuo nemico è questo: quando si presenta l’opportunità di sconfiggere il tuo nemico, quello è il momento nel quale devi decidere di non farlo […] Quando ti elevi al livello dell’amore, della sua grande bellezza e potere, l’unica cosa che cerchi di sconfiggere sono i sistemi maligni. Le persone che sono intrappolate da quel sistema le ami, però cerchi di sconfiggere quel sistema […] Odio per odio intensifica solo l’esistenza dell’odio e del male nell’universo. Qualcuno deve avere abbastanza fede e moralità per spezzarla e iniettare dentro la stessa struttura dell’universo l’elemento forte e potente dell’amore».

Canone:     Gesù io credo in Te, Gesù io spero in Te, Gesù io amo Te, Gesù confido in Te…

 

Preghiere spontanee Padre Nostro

Benedizione eucaristica

 

Canto: Stai  con me  

Stai con me, proteggimi,
coprimi con le tue ali, o Dio.
Quando la tempesta arriverà
volerò più in alto insieme a te,
nelle avversità sarai con me
ed io saprò che tu sei il mio Re.
Il cuore mio riposa in te,
io vivrò in pace e verità.

Quando la tempesta arriverà
volerò più in alto insieme a te,
nelle avversità sarai con me
ed io saprò che tu sei il mio Re.