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26/01/2017

Il pane della vita eterna


Dal Vangelo di Giovanni (cap. 7)          

 1 Dopo questi fatti, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

2Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. 3I suoi fratelli gli dissero: "Parti di qui e va' nella Giudea, perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu compi. 4Nessuno infatti, se vuole essere riconosciuto pubblicamente, agisce di nascosto. Se fai queste cose, manifesta te stesso al mondo!". 5Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. 6Gesù allora disse loro: "Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo invece è sempre pronto. 7Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di esso io attesto che le sue opere sono cattive. 8Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto". 9Dopo aver detto queste cose, restò nella Galilea.

10Ma quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. 11I Giudei intanto lo cercavano durante la festa e dicevano: "Dov'è quel tale?". 12E la folla, sottovoce, faceva un gran parlare di lui. Alcuni infatti dicevano: "È buono!". Altri invece dicevano: "No, inganna la gente!". 13Nessuno però parlava di lui in pubblico, per paura dei Giudei.

14Quando ormai si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. 15I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: "Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?". 16Gesù rispose loro: "La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. 18Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c'è ingiustizia. 19Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?". 20Rispose la folla: "Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?". 21Disse loro Gesù: "Un'opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. 22Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione - non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi - e voi circoncidete un uomo anche di sabato. 23Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? 24Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!".

25Intanto alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: "Non è costui quello che cercano di uccidere? 26Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? 27Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia". 28Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: "Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. 29Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato".

30Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. 31Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: "Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?".

32I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose di lui. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. 33Gesù disse: "Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato. 34Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire". 35Dissero dunque tra loro i Giudei: "Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? 36Che discorso è quello che ha fatto: "Voi mi cercherete e non mi troverete", e: "Dove sono io, voi non potete venire"?".

37Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva". 39Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.

40All'udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: "Costui è davvero il profeta!". 41Altri dicevano: "Costui è il Cristo!". Altri invece dicevano: "Il Cristo viene forse dalla Galilea? 42Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?". 43E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. 44Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.

45Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: "Perché non lo avete condotto qui?". 46Risposero le guardie: "Mai un uomo ha parlato così!". 47Ma i farisei replicarono loro: "Vi siete lasciati ingannare anche voi? 48Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? 49Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!". 50Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: 51"La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?". 52Gli risposero: "Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!". 53E ciascuno tornò a casa sua.

 

Per la riflessione

 

 Giovanni fa salire Gesù a Gerusalemme nei giorni di festa perché queste feste indicano che  è lui la pasqua, in lui si compie l’esodo, è in lui la pentecoste, lui che ci dà lo Spirito. E nella festa della capanne - che è la festa dell’acqua e della luce - dirà: Chi ha sete venga a me, Io-Sono la luce del mondo. In Gesù si realizza tutto ciò che si celebra in Israele. Tutto è segno di lui. Al centro di questo racconto c’è che i suoi fratelli non credevano in lui. Quindi è un brano che concerne Gesù ed i suoi fratelli.

La festa delle capanne è chiamata la festa per eccellenza. È una festa che si fa alla fine dell’autunno, la festa del raccolto e commemora la fine dell’esodo. Si chiama delle capanne o dei tabernacoli perché quella settimana si stava nelle capanne per ricordare il cammino nel deserto, si leggevano i libri della legge per ricordare il dono della legge. Questa festa fa da cornice alla rivelazione di Gesù come sorgente della vita e luce del mondo, perché in questa festa la città era illuminata a giorno durante la notte e si attingeva l’acqua da Siloe l’ultimo giorno e la si versava sul tempio e poi la si versava fuori le mura per indicare che la benedizione raggiungeva tutto il mondo.

Gesù ha deluso i suoi di Nazareth, i suoi familiari, ha deluso i giudei, ha deluso gli apostoli e delude anche noi cristiani oggi per questo suo stile di povertà, di servizio e di umiltà, che è lo stile di Dio. Gesù alla proposta di andare a manifestarsi al mondo a Gerusalemme dice: Il mio momento non è ancora venuto. Il momento opportuno in Giovanni di solito è l’ora, e l’ora della manifestazione, l’ora in cui lui rivela la sua Gloria al mondo sarà la croce. Non è che Gesù si contraddica; è vero il Signore non va a questa festa con loro, va da solo, non con loro, va alla festa, ma non a questa festa, va in un altro modo e allude ad un’altra festa.

In Gesù non puoi scindere ciò che lui fa da ciò che lui dice, da quello che lui è. Lui è coerente, quindi o lo rifiuti, o lo accetti. E il rifiuto o l’accettazione non dipendono da un ragionamento, dipendono dalla scelta di campo che hai fatto. Gesù non ha detto delle belle parole, ha solo spiegato quello che era lui con i fatti e con le parole e proprio così ci ha mostrato quel Dio che nessuno mai ha visto e questo è lo scandalo dell’incarnazione che è la possibilità stessa della salvezza. Il problema della fede, quindi, non è intellettuale, non è della ragione, è del cuore. Se il cuore ha degli interessi da difendere, o delle paure che lo bloccano nell’esprimere i suoi desideri più profondi, non è libero per credere. Per credere deve essere disposto a fare. Gesù dà un altro criterio di verità: quando uno parla da se stesso, cerca la propria gloria e se cerca la propria gloria, sacrifica alla propria gloria qualunque verità, quindi certamente è menzognero. Chi invece non cerca la propria gloria, costui è veritiero. Questo brano è un dibattito intenso sull’identità di Gesù ed è anche un processo di illuminazione, cioè la nostra fede passa attraverso questi dubbi.

L’acqua è simbolo della vita e la vita che Dio ci vuol dare è la sua stessa vita, il suo Spirito. È quello Spirito che era stato simboleggiato nelle nozze di Cana, nella gioia del vino; quello Spirito che fa nascere dall’alto promesso a Nicodemo; quello Spirito, quella sorgente d’acqua viva, zampillante promessa alla Samaritana, che permette di adorare Dio in Spirito e verità. Gesù promette ora questo Spirito a tutti, questa pienezza di vita a tutti. Lo Spirito promesso è esattamente la sua vita, il suo amore che ci darà sulla croce. Quindi il contesto della festa, di quest’acqua che purifica nel dono dello Spirito è esattamente il senso di tutta la missione di Gesù.

Gesù dice: Se qualcuno ha sete, venga a me. Lui stesso aveva sete, è andato al pozzo aspettando la Samaritana, anche lui ha sete perché Dio è amore e ha sete di essere amato, perché ama. Quindi non solo abbiamo sete noi ma anche lui, ma lui ha la sete di dissetarci. E continua Gesù: Chi crede in me… Il problema davvero è sapere chi realizza il desiderio. Gesù parla Venga a me, chi crede in me: è lui il Signore; se si sbaglia soggetto, se si sbaglia ad indirizzare il proprio desiderio, se vai a spillare acqua dove non ti disseti. Cioè è importante da chi vai: ecco Venite da me, è lo stesso invito della Sapienza. Lui è la Sapienza stessa di Dio, lui è la Parola di Dio, lui è la vita di Dio, lui è il Figlio amato. Venite da me. Perché chi crede in me… Credere vuol dire aderire, credere è amare, chi aderisce a lui, chi ama lui, come dice la Scrittura: Fiumi di acqua viva fluiranno dal suo seno. Ecco la Scrittura non ha questa citazione. Il senso di tutta la Scrittura è che Dio ci vuol donare la sua stessa vita, Dio è sorgente di vita. Qui si allude esattamente a quello Spirito, a quell’amore, a quella vita che Gesù ci dà quando sarà in croce e quando tutto sarà compiuto. Nell’ultimo giorno difatti si aprirà il suo fianco e uscirà il suo Spirito, simboleggiato dall’acqua e dal sangue e noi, contemplando lui che è stato trafitto, riceviamo lo Spirito. Il credente non è uno che crede nella dottrina di Gesù, il credente è chi accetta la persona concreta di Gesù.