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01/12/2016

Inno all'amore


“Dall’eucaristia un amore generoso e senza ira”

Canto: Davanti al Re

Davanti al Re, ci inchiniamo insiem
per adorarlo con tutto il cuor.

Verso di Lui
eleviamo insiem canti di gloria
al nostro Re dei Re.

“Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova”(1Cor 13).

“L’amore non cerca il proprio interesse”

Dal Vangelo di Luca

  Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". 37Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".

 

Canto: Come è grande

Com’è grande la tua bontà
che conservi per chi ti teme!

e fai grandi cose per chi ha rifugio in Te, e fai grandi cose per chi ama solo Te!

Come un vento silenzioso
ci hai raccolto dai monti e dal mare; come un’alba nuova sei venuto a me, la forza del tuo braccio mi ha voluto qui con sè.

Com’è chiara l’acqua alla tua fonte
per chi ha sete ed stanco di cercare;
sicuro ha ritrovato i segni del tuo amore che si erano perduti nell’ora del dolore.

Come un fiore nato fra le pietre
va a cercare il cielo su di lui,
così la tua grazia, il tuo Spirito per noi nasce per vedere il mondo che Tu vuoi.
 

101. Abbiamo detto molte volte che per amare gli altri occorre prima amare sé stessi. Tuttavia, questo inno all’amore afferma che l’amore “non cerca il proprio interesse”, o che “non cerca quello che è suo”. Questa espressione si usa pure in un altro testo: «Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil 2,4). Davanti ad un’affermazione così chiara delle Scritture, bisogna evitare di attribuire priorità all’amore per sé stessi come se fosse più nobile del dono di sé stessi agli altri. Una certa priorità dell’amore per sé stessi può intendersi solamente come una condizione psicologica, in quanto chi è incapace di amare sé stesso incontra difficoltà ad amare gli altri: «Chi è cattivo con sé stesso con chi sarà buono? [...] Nessuno è peggiore di chi danneggia sé stesso» (Sir 14,5-6).

 

Canone:    Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est        

102. Però lo stesso Tommaso d’Aquino ha spiegato che «è più proprio della carità voler amare che voler essere amati»[110] e che, in effetti, «le madri, che sono quelle che amano di più, cercano più di amare che di essere amate».[111] Perciò l’amore può spingersi oltre la giustizia e straripare gratuitamente, «senza sperarne nulla» (Lc 6,35), fino ad arrivare all’amore più grande, che è «dare la vita» per gli altri (Gv 15,13). È ancora possibile questa generosità che permette di donare gratuitamente, e di donare sino alla fine? Sicuramente è possibile, perché è ciò che chiede il Vangelo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8).


“L’amore non si adira” 

Dal Libro del profeta Isaia

 6Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.

7Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca;

era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

8Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.

9Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo,

sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca.

10Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.

Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.

 

Canone:  Gesù io credo in Te, Gesù io spero in Te, Gesù io amo Te, Gesù confido in Te     …alleluia

103. Se la prima espressione dell’inno ci invitava alla pazienza che evita di reagire bruscamente di fronte alle debolezze o agli errori degli altri, adesso appare un’altra parola – paroxynetai – che si riferisce ad una reazione interiore di indignazione provocata da qualcosa di esterno. Si tratta di una violenza interna, di una irritazione non manifesta che ci mette sulla difensiva davanti agli altri, come se fossero nemici fastidiosi che occorre evitare. Alimentare tale aggressività intima non serve a nulla. Ci fa solo ammalare e finisce per isolarci. L’indignazione è sana quando ci porta a reagire di fronte a una grave ingiustizia, ma è dannosa quando tende ad impregnare tutti i nostri atteggiamenti verso gli altri.

Canto         Dona la pace, dona la pace, ai nostri cuori, o Signore. (2v.)
Resta qui insieme a noi. (2v.) E la pace regnerà. (2v.)

Dona l’amore... e l’amore regnerà.  Dona la gioia…Dona lo Spirito

104. Il Vangelo invita piuttosto a guardare la trave nel proprio occhio (cfr Mt 7,5), e come cristiani non possiamo ignorare il costante invito della Parola di Dio a non alimentare l’ira: «Non lasciarti vincere dal male» (Rm 12,21). «E non stanchiamoci di fare il bene» (Gal 6,9). Una cosa è sentire la forza dell’aggressività che erompe e altra cosa è acconsentire ad essa, lasciare che diventi un atteggiamento permanente: «Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira» (Ef 4,26). Perciò, non bisogna mai finire la giornata senza fare pace in famiglia. «E come devo fare la pace? Mettermi in ginocchio? No! Soltanto un piccolo gesto, una cosina così, e l’armonia familiare torna. Basta una carezza, senza parole. Ma mai finire la giornata in famiglia senza fare la pace!». La reazione interiore di fronte a una molestia causata dagli altri dovrebbe essere anzitutto benedire nel cuore, desiderare il bene dell’altro, chiedere a Dio che lo liberi e lo guarisca: «Rispondete augurando il bene. A questo infatti siete stati chiamati da Dio per avere in eredità la sua benedizione» (1 Pt 3,9). Se dobbiamo lottare contro un male, facciamolo, ma diciamo sempre “no” alla violenza interiore.

Canto: Ho incontrato Te Gesù

Ho incontrato te Gesù
e ogni cosa in me è cambiata
tutta la mia vita ora ti appartiene
tutto il mio passato io lo affido a te
Gesù Re di gloria mio Signor.

Tutto in te riposa, la mia mente il mio cuore trovo pace in te Signor, tu mi dai la gioia  voglio stare insieme a te, non lasciarti mai  Gesù Re di gloria mio Signor.

Rit.

Dal tuo amore chi mi separerà
sulla croce hai dato la vita per me
una corona di gloria mi darai
quando un giorno ti vedrò.

 

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, splendore del Padre e sua immagine, noi ti riconosciamo presente nel sacramento del pane e del vino e ti adoriamo. I nostri occhi non possono fissare la tua gloria e sostenere lo splendore della tua luce divina; ma in questo sacramento noi ti riconosciamo e ti adoriamo nella fede come gli angeli e i santi ti contemplano e ti lodano in cielo. Anche noi speriamo poterti un giorno incontrare svelatamente quando le ombre dei segni saranno svanite e risplenderà la luce senza tramonto della verità. Ora noi camminiamo nella fede e nell'attesa, e abbiamo come conforto la tua Parola e questo santissimo sacramento del tuo corpo.

 

Canone: Niente ti turbi, niente ti spaventi, chi ha Dio niente gli manca.

Niente ti turbi niente ti spaventi, solo Dio basta

 

Di due cose, infatti, abbiamo supremo bisogno in questa vita: di cibo e di luce e tu ci hai lasciato il tuo corpo come nutrimento del nostro spirito e la tua parola come luce per il nostro cammino. Noi ti rendiamo grazie, Signore, per questo duplice dono, per questa duplice mensa, con la quale ci ristori e ci dai vita: la mensa del tuo santissimo corpo e la mensa della tua Parola. Tu ha voluto così manifestare il tuo amore per tutti gli uomini; tu ci hai preparato un grande convito per tutti i popoli, nel quale non più l'agnello simbolico ma il tuo stesso corpo e il tuo sangue ci vengono dati, perché noi gustiamo la gioia della tua mensa e beviamo il calice della salvezza. A te la nostra lode e il nostro amore nei secoli dei secoli. (Dall’Imitazione di Cristo)

 

Canone:     Adoramus Te, Domine

 

Preghiere spontanee Padre Nostro

Benedizione eucaristica

Canto:      

Mio Dio, Signore, nulla è pari a te.
Ora e per sempre voglio lodare
il tuo grande amore per noi.
Mia roccia tu sei, pace e conforto mi dai.  Con tutto il cuore e le mie forze  sempre io ti adorerò.
Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re, mari e monti si prostrino a Te,
al tuo nome, o Signore.  Canto di gioia per quello che fai, per sempre Signore con Te resterò, non c’è promessa non c’è fedeltà che in Te.