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10/11/2016

Nascere dall’alto per mezzo dello Spirito


Dal Vangelo di Giovanni (cap. 3)

1 Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. 2Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui". 3Gli rispose Gesù: "In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio".

4Gli disse Nicodèmo: "Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?". 5Rispose Gesù: "In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. 7Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. 8Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito".

9Gli replicò Nicodèmo: "Come può accadere questo?". 10Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro d'Israele e non conosci queste cose? 11In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".

22Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. 23Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c'era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. 24Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.

25Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. 26Andarono da Giovanni e gli dissero: "Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui". 27Giovanni rispose: "Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. 28Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: "Non sono io il Cristo", ma: "Sono stato mandato avanti a lui". 29Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. 30Lui deve crescere; io, invece, diminuire".

31Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. 33Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. 34Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. 35Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

 

Per la riflessione

Nicodemo è un capo dei farisei, capo dei giudei. I giudei sono gli uomini zelanti della legge, sono le persone pie e devote. Praticamente il fariseo rappresenta il massimo che possa fare l’uomo per Dio. Nicodemo è congiunto alla notte perché l’uomo della legge è ancora nella notte, non è ancora venuto alla luce, non è ancora nato, non è ancora giunto alla libertà. Gesù lo spiazza dicendogli: Se non sei generato dall’alto non puoi vedere il regno di Dio! Non la tua osservanza della legge ti farà entrare nel regno di Dio, perché Dio è Padre, nel regno del Padre ci entrano i figli, quindi ci entrerai non se sei osservante, ma se sei figlio, se sei generato. Quindi contrappone la generazione, il fatto vitale del nascere a una vita nuova, all’osservanza della legge: non è l’osservanza sempre più rigorosa dei tuoi doveri che ti fa andare avanti, ma è semplicemente il saperti figlio, rinascere ad una vita nuova. L’aver una nuova concezione di te e di Dio e Gesù usa una parola: generato all’alto che in greco può significare anche di nuovo, quindi vuol dire rinascere o nascere dall’alto. Gesù dice che non è il problema di nascere di nuovo, è di nascere in altro modo ed è ciò che il Signore vuol farci capire adesso, a noi e a Nicodemo che viene di notte perché venga alla luce. C’è un nascere dallo Spirito, quello che hanno promesso i profeti, un cuore nuovo, uno Spirito nuovo e lo Spirito è la vita di Dio che è amore, è nascere dall’amore.

Cosa significherà nascere dallo Spirito? La vita dell’uomo è l’amore, la gioia, la pace, la benevolenza, la bontà, la fedeltà, la mitezza, la libertà. Cioè quello che è chiamato il frutto dello Spirito. Vivere così è bello e val la pena d’essere nati, quindi quando si parla di una nascita dallo Spirito si intende una nascita ad una condizione che non è quella che conosciamo nell’egoismo, nella conflittualità, nella morte, nella pena di vivere, ma esattamente quella pienezza di vita che corrisponde al desiderio fondamentale dell’uomo che vuol vivere. L’esperto della legge dovrebbe conoscere il dono dello Spirito promesso dai profeti.

Come ci fa nascere a vita nuova? Gesù sarà il Figlio dell’uomo innalzato. Sarà il Messia che porta su di sé il male dell’uomo per amore. Sarà colui che dona e perdona. Sarà colui che ama i figli con lo stesso amore del Padre. Sarà colui che ci fa capire che Dio ci ama infinitamente fino a dare la vita per noi. Ci sdemonizza l’immagine di Dio, perché ci fa capire la nostra identità: siamo realmente figli di Dio. E l’essere figli non è qualcosa da rubare o da possedere: è un dono che ti mette in comunione diretta con chi perdona, con Dio. Quindi, l’uomo è in piena comunione con Dio. Conoscendo l’amore che ha Dio per noi, ecco che allora nasciamo davvero in questa libertà e il motivo di questo sarà il centro di tutto il Vangelo: ci mostra quanto Dio ha amato il mondo. Gesù è venuto a dare all’uomo la sua dignità unica, un valore assoluto. Uno vale quanto è amato, quello è il suo prezzo. Noi valiamo la vita di Dio. Così Dio ha tanto il mondo: questo è il centro della fede cristiana. La vita eterna è vivere da fratelli, la vita eterna è amarci come Dio ci ha amati. Questa è già vita eterna. La salvezza dell’uomo è credere nell’amore. Se uno non crede nell’amore non può vivere.

Quindi proprio credere all’amore è la salvezza. È la liberazione dalla condanna, dal giudizio. Il non credere all’amore del Padre, il non credere, il non accettare di essere figli, vuole dire giudicarsi da sé, cioè io mi escludo dalla vita mia che è quella di figlio e di fratello. Quindi il giudizio non lo fa Dio, lo faccio io! È la mia libertà in gioco! L’uomo, in fondo, ha paura di essere condannato e cerca di nascondere la sua opera cattiva. C’è una schiavitù reale, che tutti sperimentiamo. È la tenebra di cui si parla.

Giovanni ripete quanto aveva già detto: Io non sono il Cristo, quindi il mio battesimo non è quello definitivo, verrà Lui. Io sono l’amico dello sposo. Cristo è lo sposo e io sono contento che Lui abbia successo. Quindi Giovanni non è mosso da invidia verso Gesù e non dice: adesso arriva uno che mi ruba il mestiere. No, proprio ciò che desideravo, dice, era che arrivasse Lui. Bisogna che Lui cresca e io diminuisca. Ecco allora che il Battista fa la professione di fede: perché il Padre ama il Figlio. Ed è il problema fondamentale di tutta l’esistenza: capire che il Padre ama il Figlio e il figlio ama il Padre. E che tutto ciò che il Padre ha ed è, è donato al Figlio e a ciascuno dei figli.

Sequenza allo Spirito Santo


Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal Cielo un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto.

O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i sette santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona eterna gioia. Amen.