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17/11/2016

L’acqua viva per adorare in Spirito e verità


Dal Vangelo di Giovanni (cap. 4)
1 Gesù venne a sapere che i farisei avevano sentito dire: "Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni" - 2sebbene non fosse Gesù in persona a battezzare, ma i suoi discepoli -, 3lasciò allora la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. 4Doveva perciò attraversare la Samaria.
5Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: "Dammi da bere". 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva". 11Gli dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?". 13Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna". 15"Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua". 16Le dice: "Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui". 17Gli risponde la donna: "Io non ho marito". Le dice Gesù: "Hai detto bene: "Io non ho marito". 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero". 19Gli replica la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare". 21Gesù le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità". 25Gli rispose la donna: "So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa". 26Le dice Gesù: "Sono io, che parlo con te".
27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: "Che cosa cerchi?", o: "Di che cosa parli con lei?". 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29"Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?". 30Uscirono dalla città e andavano da lui.
31Intanto i discepoli lo pregavano: "Rabbì, mangia". 32Ma egli rispose loro: "Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete". 33E i discepoli si domandavano l'un l'altro: "Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?". 34Gesù disse loro: "Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: "Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura"? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica".
39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: "Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo".
 
Per la riflessione
Questa donna arriva nel fuoco del mezzogiorno e si incontra col Signore. È una scena d’incontro attorno ad un pozzo e questo richiama subito nella Bibbia tante scene d’incontro. Il Signore comincia dicendo: Dammi da bere. Esprime la sua sete, il suo desiderio finché anche noi esprimiamo la nostra vera sete, il nostro vero desiderio: Dammi di quest’acqua. Il tema fondamentale rimane l’acqua. Questo Sicar richiama proprio l’inizio della storia della salvezza, il patriarca Abramo, ma soprattutto richiama il patriarca Giacobbe che aveva dato questo podere al figlio Giuseppe. Giuseppe è il figlio prediletto, l’ultimo, quello che i fratelli vogliono uccidere e che salverà i fratelli; e proprio a Sichem ci sarà la tomba anche di Giuseppe che ha ristabilito la fraternità infranta. Giuseppe è il primo modello di Cristo. Gesù su quella fonte che poi sarà pozzo; quel pozzo è pure un luogo altamente simbolico, innanzi tutto è il pozzo dal quale si attinge l’acqua di cui si vive. Però anche la legge è parola di vita, senza legge non si vive. Allora anche la legge è paragonata al pozzo, al pozzo che ti dà vita. Così vediamo anche questa donna: il suo cuore è pure un pozzo profondo che allude poi a qualcosa di più profondo ancora, quel pozzo che è la vita profonda che è l’amore di Dio. Questo simbolo della fonte, della vita, del pozzo è ricchissimo di suggestioni e attorno a questo si svolge tutto. Quest’acqua, questa sete che anche Gesù esprime è il desiderio. L’uomo desidera innanzi tutto l’acqua. Senz’acqua non vive. Quindi l’acqua è il desiderio più materiale e fondamentale per l’uomo per vivere. Gesù ha sete! Esprime il suo desiderio. La cosa più grande dell’uomo è saper esprimere i suoi desideri! E quindi, si incontrano due seti, due desideri. Dio è amore, è sete di essere amato! L’uomo è fatto per amare, ha sete di amore. Fino a quando non trova l’amore non vive una vita umana. Ed è a questo livello che c’è l’incontro profondo con Dio, sulla sete. Dice: Dammi da bere in modo che la donna alla fine gli chieda: Dammi da bere! Ogni uomo desidera l’amore e la felicità, ma c’è un inganno, non sa dove trovarlo, ha tanti surrogati; quindi: Se tu conoscessi il dono di Dio! È l’amore assoluto di Dio che il Padre ha per il Figlio, il Figlio per il Padre, è lo stesso che c’è tra di noi e tra voi e me. È questo il grande dono che vorrebbe farci! Il Figlio è venuto a portarci lo stesso amore del Padre. Se tu conoscessi questo, allora mi avresti chiesto tu da bere - e, quindi, l’invita a chiedere - e io ti avrei dato un’acqua vivente, un’acqua che da la vita. lui vuole che noi compiamo quei desideri. Noi siamo fatti per essere come Dio. Il problema è che non conosciamo il dono di Dio, cioè, punto primo, che Dio è diverso da come lo pensiamo e poi che l’essere come Dio - siccome Dio è amore - è un dono e il dono non è né da rapire, né da guadagnare, né da mendicare. Ce l’hai come relazione con l’altro. Gesù ha cominciato dicendo: Dammi da bere perché questa donna gli dicesse: Dammi quest’acqua che tu sei venuto a donarmi. Gesù ha espresso il suo desiderio, la sua sete, mostrando che la sua sete non era quella di acqua, era quella di dare alla donna l’accesso a quella fonte d’acqua zampillante che è dentro di lei, che è il dono dello Spirito e dell’amore.
Allora la donna fa un salto di qualità e domanda: Dove bisogna adorare? Ha capito che l’uomo è sete di assoluto, di amore assoluto, di Dio; quindi, pone il problema dell’adorazione. Adorare vorrebbe dire “portare alla bocca”, “baciare”; è il modo di introiettare l’oggetto del desiderio, di mangiarlo. L’uomo vive, mangia l’oggetto del suo desiderio e ne vive. Quindi l’adorazione è ciò di cui viviamo. Gesù dirà che è un altro il luogo dove bisogna adorare, l’adorazione non è un problema legato ad un luogo esterno all’uomo, ma l’adorazione è Spirito e verità. Quando si incontra lui viene quell’ora in cui uno trova il settimo marito, viene l’ora in cui uno trova e dove adorare, non secondo il culto dei padri, ma adorare il Padre, scoprire l’amore del Padre attraverso il Figlio. Quindi il vero culto è l’amore del fratello.  Il vero problema è dov’è che adori il Padre? Nel fratello, che è come te figlio di Dio. Così adori Dio in Spirito e verità. Spirito vuol dire vita; la vita di Dio è l’amore tra Padre e Figlio; noi viviamo della vita di Dio, della pienezza di vita proprio amando i fratelli con lo stesso amore del Padre, questa è la vera adorazione. E il luogo di adorazione è il cuore dell’uomo che conosce il Padre e l’amore del Padre e che ama i fratelli.
Gesù a questa donna parla in modo molto velato; dice: Io Sono. Io sono vuol dire Io Sono, però per un ascoltatore attento, per un ebreo, Io Sono è il nome stesso di Dio che si è rivelato a Mosè mentre libera il popolo. In Giovanni è l’indicazione che Gesù usa sempre parlando di sé. Dio nessuno l’ha mai visto, lo capisci di spalle, da ciò che opera, se opera per la verità, la libertà e l’amore dell’uomo è Dio; se no, non è Dio. E la donna pianta lì la sua idria che resta lì vuota, non serve più perché ha trovato l’acqua viva. Va nella città e dice: Venite e guardate un uomo che mi ha detto tutta la verità. Anche Pilato dirà di Gesù: Ecco l’uomo! Cioè Gesù è quell’uomo che mi fa scoprire la mia verità profonda di uomo. È la sua umanità che mi fa capire chi sono io e chi è Dio.
Gesù qui dà dei primi chiarimenti sul pane dicendo che ha già un pane: fare la volontà del Padre, cioè il suo pane è l’amore dei fratelli, il suo pane di cui vive, la sua vita, è questo amore. Poi vedendo arrivare queste folle, dice. Vedete queste folle? È una messe biondeggiante, è già la mietitura. Anche se è inverno, il tempo della semina, è già il tempo del raccolto, dove la semina è esattamente la semina della Parola, della verità, dell’amore che poi diventa pane e diventa vita. la fede in cosa consiste? Consiste nel fare la stessa esperienza che ha fatto la donna. Cioè la fede non è cieca. La fede è una proposta ragionevole, proposta di acqua, di cibo, di amore, di luogo di adorazione, di cibo, di semina. E’ una proposta molto ragionevole che però verifichi se è vera, se risponde davvero ad esperienza. E questi hanno creduto alla donna che ha fatto loro la proposta e hanno sperimentato che è vera. Termina con Gesù che dimora presso di loro, come quando fece la sua tenda per dimorare in mezzo a noi. Così, attraverso la fede, l’esperienza di questo dialogo dimoro con lui e lui dimora con me.