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03/11/2016

Inno all'amore


“Dall’eucaristia un amore amabile e generoso”

Canto:       Pane del cielo

Pane del Cielo sei Tu, Gesù,
via d'amore: Tu ci fai come Te.

No, non è rimasta fredda la terra:
Tu sei rimasto con noi
per nutrirci di Te,
Pane di Vita;
ed infiammare col tuo amore
tutta l'umanità.

Sì, il Cielo è qui su questa terra:
Tu sei rimasto con noi
ma ci porti con Te nella tua casa
dove vivremo insieme a Te
tutta l'eternità.

No, la morte non può farci paura:
Tu sei rimasto con noi.
E chi vive in Te vive per sempre.
Sei Dio con noi, sei Dio per noi,
Dio in mezzo a noi.

“Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova”(1Cor 13).

“L’amore non manca di rispetto”

 

Dal Vangelo di Luca

  1 Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". 9Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

 

Canto: Come è grande

Com’è grande la tua bontà
che conservi per chi ti teme!

e fai grandi cose per chi ha rifugio in Te, e fai grandi cose per chi ama solo Te!

Come un vento silenzioso
ci hai raccolto dai monti e dal mare; come un’alba nuova sei venuto a me, la forza del tuo braccio mi ha voluto qui con sè.

Com’è chiara l’acqua alla tua fonte
per chi ha sete ed stanco di cercare;
sicuro ha ritrovato i segni del tuo amore che si erano perduti nell’ora del dolore.

Come un fiore nato fra le pietre
va a cercare il cielo su di lui,
così la tua grazia, il tuo Spirito per noi nasce per vedere il mondo che Tu vuoi.

Amare significa anche rendersi amabili, e qui trova senso l’espressione aschemonei. Vuole indicare che l’amore non opera in maniera rude, non agisce in modo scortese, non è duro nel tratto. I suoi modi, le sue parole, i suoi gesti, sono gradevoli e non aspri o rigidi. Detesta far soffrire gli altri. La cortesia «è una scuola di sensibilità e disinteresse» che esige dalla persona che «coltivi la sua mente e i suoi sensi, che impari ad ascoltare, a parlare e in certi momenti a tacere». Essere amabile non è uno stile che un cristiano possa scegliere o rifiutare: è parte delle esigenze irrinunciabili dell’amore, perciò «ogni essere umano è tenuto ad essere affabile con quelli che lo circondano». Ogni giorno, «entrare nella vita dell’altro, anche quando fa parte della nostra vita, chiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto. […] E l’amore, quanto più è intimo e profondo, tanto più esige il rispetto della libertà e la capacità di attendere che l’altro apra la porta del suo cuore». 

Canto:                         Verbum Panis

Prima del tempo
prima ancora che la terra
cominciasse a vivere
il Verbo era presso Dio.
Venne nel mondo
e per non abbandonarci
in questo viaggio ci lasciò
tutto se stesso come pane.
Verbum caro factum est
Verbum panis factum est.
Qui spezzi ancora il pane in mezzo a noi e chiunque mangerà non avrà più fame.
Qui vive la tua chiesa intorno a te dove ognuno troverà la sua vera casa.
Verbum caro factum est...
        

Per disporsi ad un vero incontro con l’altro, si richiede uno sguardo amabile posato su di lui. Questo non è possibile quando regna un pessimismo che mette in rilievo i difetti e gli errori altrui, forse per compensare i propri complessi. Uno sguardo amabile ci permette di non soffermarci molto sui limiti dell’altro, e così possiamo tollerarlo e unirci in un progetto comune, anche se siamo differenti. L’amore amabile genera vincoli, coltiva legami, crea nuove reti d’integrazione, costruisce una solida trama sociale. In tal modo protegge sé stesso, perché senza senso di appartenenza non si può sostenere una dedizione agli altri, ognuno finisce per cercare unicamente la propria convenienza e la convivenza diventa impossibile. Una persona antisociale crede che gli altri esistano per soddisfare le sue necessità, e che quando lo fanno compiono solo il loro dovere. Dunque non c’è spazio per l’amabilità dell’amore e del suo linguaggio. Chi ama è capace di dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano. Vediamo, per esempio, alcune parole che Gesù diceva alle persone: «Coraggio figlio!» (Mt 9,2). «Grande è la tua fede!» (Mt 15,28). «Alzati!» (Mc 5,41). «Va’ in pace» (Lc 7,50). «Non abbiate paura» (Mt 14,27). Non sono parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano. Nella famiglia bisogna imparare questo linguaggio amabile di Gesù.

“L’amore non cerca il suo interesse”

 

Dal Vangelo di Giovanni

 20Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. 21Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: "Signore, vogliamo vedere Gesù". 22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23Gesù rispose loro: "È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27Adesso l'anima mia è turbata ; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! 28Padre, glorifica il tuo nome". Venne allora una voce dal cielo: "L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!". 

Canone:  Non c’è amore più grande di questo dare la vita per gli amici, voi siete miei amici se vi amate, come io ho amato tutti voi


Abbiamo detto molte volte che per amare gli altri occorre prima amare sé stessi. Tuttavia, questo inno all’amore afferma che l’amore “non cerca il proprio interesse”, o che “non cerca quello che è suo”. Questa espressione si usa pure in un altro testo: «Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil 2,4). Davanti ad un’affermazione così chiara delle Scritture, bisogna evitare di attribuire priorità all’amore per sé stessi come se fosse più nobile del dono di sé stessi agli altri. Una certa priorità dell’amore per sé stessi può intendersi solamente come una condizione psicologica, in quanto chi è incapace di amare sé stesso incontra difficoltà ad amare gli altri: «Chi è cattivo con sé stesso con chi sarà buono? [...] Nessuno è peggiore di chi danneggia sé stesso» (Sir 14,5-6).

Però lo stesso Tommaso d’Aquino ha spiegato che «è più proprio della carità voler amare che voler essere amati» e che, in effetti, «le madri, che sono quelle che amano di più, cercano più di amare che di essere amate». Perciò l’amore può spingersi oltre la giustizia e straripare gratuitamente, «senza sperarne nulla» (Lc 6,35), fino ad arrivare all’amore più grande, che è «dare la vita» per gli altri (Gv 15,13). È ancora possibile questa generosità che permette di donare gratuitamente, e di donare sino alla fine? Sicuramente è possibile, perché è ciò che chiede il Vangelo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). 

Canto: Mia gioia sei

Mia gioia sei, speranza che riempie i cuori rivolti verso te
Io canterò che hai vinto la tristezza in me.
Ti adorerò, ti loderò, davanti a te, mio Signor, danzerò
Nell’amore del Padre per sempre io dimorerò.

Mia roccia sei, fortezza che rinfranca i cuori rivolti verso te.
Proclamerò la fedeltà del tuo amor.

Ti adorerò, ti loderò, davanti a te, mio Signor, danzerò
Nell’amore del Padre per sempre io dimorerò.
Mia gioia sei, speranza che consola i cuori rivolti verso te.
Annuncerò che la via e la verità.
Ti adorerò, ti loderò, davanti a te, mio Signor, danzerò
Nell’amore del Padre per sempre io dimorerò.

Aiutaci, Signore Gesù a saper perdonare e vedere il lato buono in ognuno per infondergli fiducia e coraggio. Sostienici nello sforzo di vivere nella sincerità senza cercare compromessi per compiacere gli uomini, perché solo la verità ci farà liberi, e, veramente liberi in Cristo, sarà più facile vincere la tentazione di ferire, di sottolineare un errore, di ricordare una caduta e potremo credere, coprire, sperare, sopportare.

Canone:     Adoramus Te, Domine 

Preghiere spontanee Padre Nostro Benedizione eucaristica

Canto:      

Mio Dio, Signore, nulla è pari a te.
Ora e per sempre voglio lodare
il tuo grande amore per noi.
Mia roccia tu sei, pace e conforto mi dai.  Con tutto il cuore e le mie forze  sempre io ti adorerò.
Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re, mari e monti si prostrino a Te,
al tuo nome, o Signore.  Canto di gioia per quello che fai, per sempre Signore con Te resterò, non c’è promessa non c’è fedeltà che in Te.