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06/10/2016

Inno all'amore


“Dall’eucaristia un amore paziente e benevolo”

Adorazione eucaristica
Giovedì 6 ottobre 2016

“Dall’eucaristia un amore paziente e benevolo”

 

Canto:       Cerco il tuo volto tuo Signore

Cerco il volto tuo Signore, cerco lo sguardo tuo d’amore, tutto il mio essere anela a te, pienezza eterna, fonte di felicità.

Gesù io ti adoro, Gesù io contemplo la tua maestà, tu lo splendore che m’incanta, tra i figli dell’uomo signore il più bello sei tu.

Vivo di ogni tua parola, sento la tua benedizione, sempre la mia anima invoca la tua presenza viva, io ti amo, mio Signor.

Gesù io ti adoro, Gesù io contemplo la tua maestà, tu lo splendore che m’incanta, tra i figli dell’uomo signore il più bello sei tu.

 

“Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova”(1Cor 13).

 

“L’amore è paziente”

Dal Vangelo di Giovanni

 1 Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. 2E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. 3Poi gli si avvicinavano e dicevano: "Salve, re dei Giudei!". E gli davano schiaffi.
4Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: "Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna". 5Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!".
6Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: "Crocifiggilo! Crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa". 7Gli risposero i Giudei: "Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio".
8All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. 9Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: "Di dove sei tu?". Ma Gesù non gli diede risposta. 10Gli disse allora Pilato: "Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?". 11Gli rispose Gesù: "Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande".

 

Canto: Guariscimi Gesù

Hai portato il mio peccato sulla croce, hai donato la tua vita per amore, le tua mani inchiodate sono il segno del tuo perdono, per la tua misericordia ti prego.

Guariscimi Gesù, guariscimi Signore con il potere delle tue piaghe. Guariscimi Gesù, con la potenza del tuo nome. Nulla è impossibile al tuo amore, nulla è impossibile a te, Gesù.

Hai versato il tuo sangue sulla croce come agnello immolato senza colpa, dal tuo cuore trafitto scorre l'acqua della salvezza, per la tua infinita grazia ti prego. Rit.

 

Il senso di pazienza si coglie dalla traduzione greca dell’Antico Testamento, dove si afferma che Dio è «lento all’ira» (Es 34,6; Nm 14,18). Si mostra quando la persona non si lascia guidare dagli impulsi e evita di aggredire. È una caratteristica del Dio dell’Alleanza che chiama ad imitarlo anche all’interno della vita familiare. I testi in cui Paolo fa uso di questo termine si devono leggere sullo sfondo del libro della Sapienza (cfr 11,23; 12,2.15-18): nello stesso tempo in cui si loda la moderazione di Dio al fine di dare spazio al pentimento, si insiste sul suo potere che si manifesta quando agisce con misericordia. La pazienza di Dio è esercizio di misericordia verso il peccatore e manifesta l’autentico potere.

 

Canto:                Misericordia Sei

Misericordia sei Gesù, cuore che mai tradisce,
sguardo che mi capisce,

grazia che mi guarisce.
Al tuo trono vengo e credo in te,
so che tu mi accoglierai.

Misericordia Gesù,
misericordia sei tu,
tu sei bellezza, tu sei purezza,
tu sei pienezza d’Amor.
Misericordia Gesù,
misericordia sei tu,
tu sei bellezza, tu sei purezza,
tu sei pienezza d’Amore Gesù.

Misericordia Gesù,
misericordia sei tu,
tu sei bellezza, tu sei purezza,
tu sei pienezza d’Amor.
Misericordia Gesù.

 

Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti. Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro e aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività. Se non coltiviamo la pazienza, avremo sempre delle scuse per rispondere con ira, e alla fine diventeremo persone che non sanno convivere, antisociali incapaci di dominare gli impulsi, e la famiglia si trasformerà in un campo di battaglia. Per questo la Parola di Dio ci esorta: «Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità» (Ef 4,31). Questa pazienza si rafforza quando riconosco che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, così com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato.

 

“L’amore è benevolo”

Dal Vangelo di Giovanni

1Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". 7Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo". 8Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in eterno!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me". 9Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!".

 

Canto: Inno alla carità

Se anche io parlassi tutte le lingue,
e conoscessi i misteri e la scienza,
se avessi il dono della profezia,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla, nulla. 

Rit.:  La carità è paziente, la carità è benigna,  e si compiace della verità. Tutto essa tollera, tutto crede e spera, non finirà la carità.    

Se avessi fede da spostar le montagne,
e offrissi ai poveri tutti i miei beni,
se dessi il corpo per essere arso,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla, nulla. 

Rit.:  La carità è paziente, la carità è benigna, e si compiace della verità. Tutto essa tollera, tutto crede e spera, non finirà la carità.    

 

Paolo vuole mettere in chiaro che la “pazienza” nominata al primo posto non è un atteggiamento totalmente passivo, bensì è accompagnata da un’attività, da una reazione dinamica e creativa nei confronti degli altri. Indica che l’amore fa del bene agli altri e li promuove. Perciò si traduce come “benevola”.

94. Nell’insieme del testo si vede che Paolo vuole insistere sul fatto che l’amore non è solo un sentimento, ma che si deve intendere nel senso che il verbo “amare” ha in ebraico, vale a dire: “fare il bene”. Come diceva sant’Ignazio di Loyola, «l’amore si deve porre più nelle opere che nelle parole». In questo modo può mostrare tutta la sua fecondità, e ci permette di sperimentare la felicità di dare, la nobiltà e la grandezza di donarsi in modo sovrabbondante, senza misurare, senza esigere ricompense, per il solo gusto di dare e di servire.

 

Canto: Il tuo amore è grande

Signore il tuo amore è grande,
Signore il tuo amore è immenso.
Sei qui presente e vivi in mezzo a noi, la morte no non può
strapparci dal tuo amore.
Signore il tuo amore è grande,
Signore il tuo amore è immenso.
Senza fine il mio cuore canterà per te, per la tua eterna fedeltà.

Mio Signor con te nulla mancherà,
tu sei il mio pastore, mi consoli.
L’anima riposa in te sicura,
la forza del tuo amore mi sostiene. Rit

 

Anche se nel buio io camminerò,
tu sarai con me non avrò timore,
mi proteggerai con le tue ali,
in te confido, sei con me per sempre.


Gesù, pane vivo                                                         abbi pietà di noi.

Gesù, pane vero                                                         abbi pietà di noi.

Gesù, pane spezzato                                                   abbi pietà di noi.

Gesù, pane disceso dal cielo                            abbi pietà di noi.

Gesù, pane che dà la vita al mondo                abbi pietà di noi.

Gesù, pane quotidiano delle anime                 abbi pietà di noi.

Per la tua ultima Cena                                      abbi pietà di noi.

 

Per il tuo corpo sacrificato                              abbi pietà di noi.

Per il tuo sangue versato                                  abbi pietà di noi.

Per le tue santissime piaghe                   abbi pietà di noi.

Per la tua morte in croce                                  abbi pietà di noi.

Per la tua gloriosa risurrezione              abbi pietà di noi.

Per la tua ascensione al cielo                           abbi pietà di noi.

 

 

Canone:     Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est

Preghiere spontanee    Padre Nostro

Benedizione eucaristica

 

Canto:       Signore grazie