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16/05/2016

Rosario in famiglia: settimana della carità


Proponiamo la traccia per la terza settimana di maggio 2016, la settimana della carità.

Rosario in famiglia: settimana della carità

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre.

  1. Primo mistero della luce: Gesù è battezzato da Giovanni nel fiume Giordano

    «Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui (Mt 3,16).

    Gesù, ti sei messo in fila con i peccatori, ti sei caricato sulle spalle i nostri peccati! Da questo momento inizia la tua missione pubblica, per donare anche a noi il battesimo, quel sacramento che ci innesta in Te e che fa anche di ciascuno di noi, come Te, figlio prediletto del Padre. Aiutaci, Signore, a vivere ogni momento della nostra vita da veri figli di Dio, coerenti con il Vangelo. Perché ogni battezzato porti frutti buoni di carità verso gli altri.

    Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre. Gesù mio...


  2. Secondo mistero della luce: Gesù cambia l’acqua in vino alle nozze di Cana

    «Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino» E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre disse ai servi: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,3-5).

    Gesù, hai compiuto il tuo primo miracolo all’interno di una famiglia, nel giorno delle nozze e lo hai compiuto per intercessione della Madre Tua,  Maria Santissima! Grazie Mamma, per la tua attenzione premurosa! Hai sollecitato Gesù  e ti sei messa in disparte, lasciando a lui le decisione sul da farsi, ma ai servi hai indicato la strada: “Fate quello che lui vi dirà”. È quello che ripeti anche a ciascuno di noi, a ciascuna nostra famiglia. Preghiamo perché ci sia l’amore, il rispetto la gioia in tutte le nostre famiglie.

    Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…


  3. Terzo mistero della luce: Gesù annuncia che il Regno di Dio è vicino

    «Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo (Mt 4,23).

    Ti immaginiamo, Gesù, mentre attraversavi i villaggi della Galilea. Nessuno, Signore, quando incontra te, può rimanere povero come prima. Sant’Agostino esclamava: “Signore, ci hai fatti per te ed il nostro cuore non ha pace, finchè non riposa in te”. Oggi ci ricordi che il tempo è compiuto e che è l’ora della nostra conversione. Cambia i nostri cuori, Signore; riempili del Tuo Santo Spirito. Preghiamo perché ci sia carità e giustizia nella nostra città.

    Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…


  4. Quarto mistero della luce: Gesù si trasfigura davanti a tre discepoli sul monte

    «E apparve trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole» (Mt 17,2). 

    Gesù, tu hai voluto mostrare ai tuoi apostoli la meta che attende tutti noi, il poterti vedere così come sei, nella tua divinità e godere della tua presenza per l’eternità. Hai voluto prepararli, perché nel dolore  non avessero perso la fede in Te e la speranza nella resurrezione. Anche noi, nelle tempeste della vita, possiamo perderci, perdere la fede e la speranza. Aiutaci, Signore, ad incontrarti nella preghiera individuale e in quella della famiglia. La messa della domenica, poi, sia per le nostre famiglie come l’appuntamento settimanale sul monte Tabor, , per essere parte della tua Chiesa. Preghiamo perché ci sia carità, sincera amicizia, calorosa accoglienza nella nostra comunità parrocchiale, fra noi e con tutti coloro che sono stranieri.

    Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…


  5. Quinto mistero della luce: Gesù istituisce l’Eucaristia durante l’Ultima Cena

    «Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati (Mt 26,26-28).

    Signore Gesù, soltanto la tua fantasia divina, alimentata dall’amore poteva inventare un modo come l’Eucarestia, per rimanere sempre con noi! Hai voluto che questo sacrificio si riattualizzasse continuamente nel tempo, perché noi ne beneficiassimo sempre.  Ti annienti, pur di stendere la mano verso ciascuno di noi, verso le nostre famiglie. Grazie, Signore! Grazie per la tua presenza ogni giorno in mezzo a noi, grazie perché ci nutri con il tuo corpo ed il tuo sangue! Preghiamo per tutte le persone e le famiglie che si rivolgono alla nostra Caritas parrocchiale.

    Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio… Salve Regina...

    Litanie Lauretane

    Dall’esortazione di Papa Francesco sull’amore nella famiglia

    133. L’amore di amicizia unifica tutti gli aspetti della vita matrimoniale e aiuta i membri della famiglia ad andare avanti in tutte le sue fasi. Perciò i gesti che esprimono tale amore devono essere costantemente coltivati, senza avarizia, ricchi di parole generose. Nella famiglia «è necessario usare tre parole. Vorrei ripeterlo. Tre parole: permesso, grazie, scusa. Tre parole chiave!». «Quando in una famiglia non si è invadenti e si chiede “permesso”, quando in una famiglia non si è egoisti e si impara a dire “grazie”, e quando in una famiglia uno si accorge che ha fatto una cosa brutta e sa chiedere “scusa”, in quella famiglia c’è pace e c’è gioia». Non siamo avari nell’utilizzare queste parole, siamo generosi nel ripeterle giorno dopo giorno, perché «alcuni silenzi pesano, a volte anche in famiglia, tra marito e moglie, tra padri e figli, tra fratelli». Invece le parole adatte, dette al momento giusto, proteggono e alimentano l’amore giorno dopo giorno.

    134. Tutto questo si realizza in un cammino di permanente crescita. Questa forma così particolare di amore che è il matrimonio, è chiamata ad una costante maturazione, perché ad essa bisogna sempre applicare quello che san Tommaso d’Aquino diceva della carità: «La carità, in ragione della sua natura, non ha un limite di aumento, essendo essa una partecipazione dell’infinita carità, che è lo Spirito Santo. […] Nemmeno da parte del soggetto le si può porre un limite, poiché col crescere della carità, cresce sempre più anche la capacità di un aumento ulteriore ». San Paolo esortava con forza: «Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti» (1 Ts 3,12); e aggiunge: «Riguardo all’amore fraterno […] vi esortiamo, fratelli, a progredire ancora di più» (1 Ts 4,9-10). Ancora di più. L’amore matrimoniale non si custodisce prima di tutto parlando dell’indissolubilità come di un obbligo, o ripetendo una dottrina, ma fortificandolo grazie ad una crescita costante sotto l’impulso della grazia. L’amore che non cresce inizia a correre rischi, e possiamo crescere soltanto corrispondendo alla grazia divina mediante più atti di amore, con atti di affetto più frequenti, più intensi, più generosi, più teneri, più allegri. Il marito e la moglie «sperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la conseguono». Il dono dell’amore divino che si effonde sugli sposi è al tempo stesso un appello ad un costante sviluppo di questo regalo della grazia.