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04/05/2016

Rosario in famiglia


Proponiamo la traccia per la prima settimana di maggio 2016, la settimana della famiglia.

Rosario in famiglia: settimana della famiglia

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre...

 

1. Primo Mistero Gaudioso. L'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine.

“L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei”. (Lc 1,26‐38)

 

O Maria, affidiamo a Te la causa della vita: guarda o Madre, ai bambini cui viene impedito di nascere, ai poveri cui é reso difficile vivere, agli uomini e alle donne vittime di violenza. Fa che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare agli uomini del nostro tempo il Vangelo della Vita. Ottieni loro la grazia di accoglierlo, la gioia di celebrarlo e il coraggio di testimoniarlo per costruire la civiltà della verità e dell’amore a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

 

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre. Gesù mio…

 

2. Secondo Mistero Gaudioso. La Visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta.

“In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". (Lc 1,39‐45)

 

Signore Gesù, che sei stato anche Tu, come ognuno di noi, nel seno di tua madre, stai accanto, ad ogni donna che porta nel seno un figlio concepito. Fa che, anche in condizioni di difficoltà, trovi luce e forza per portare a termine la gravidanza. Illumina le menti degli scienziati e dei politici, affinché riconoscano nel bimbo non ancora nato il volto dell’uomo, uguale in dignità e diritto di esistere a ciascuno di noi.

 

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre. Gesù mio…

 

3. Terzo Mistero Gaudioso. La Nascita di Gesù.

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo”. (Lc 2,1‐7)

 

Ti preghiamo, o Signore, per la nostra famiglia e per i nostri figli. Sii sempre presso di noi con la tua benedizione e con il tuo amore. Senza di Te non riusciamo ad amarci di un amore completo. Aiutaci nelle nostre iniziative per i figli, preservaci dalle malattie, dà a noi coraggio nei giorni di prova. Fa che abbiamo a provare la felicità nell’essere, noi, l’uno per l’altro; nel vivere per i nostri figli e con loro servire il Te.

 

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre. Gesù mio…

 

4. Quarto Mistero Gaudioso. La Presentazione di Gesù al Tempio.

“Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore”. (Lc 2,22‐24)

 

Signore, dialoghiamo sempre meno in famiglia. Tacciamo quello che dovremmo condividere e parliamo di ciò che sarebbe meglio tacere. Questa sera, Signore, noi vorremmo riparare, con il tuo aiuto, alle nostre dimenticanze. Signore aiutaci a superare questi momenti difficili e fai rinascere tra di noi l’amore e l’armonia.

 

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre. Gesù mio…

 

5. Quinto Mistero Gaudioso. Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio.

“I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero le sue parole”. (Lc 2,41‐50)

 

Santa Famiglia di Nazareth, vi sono oggi nel mondo tante famiglie che non possono presentarsi davanti a te unite e colme d’amore, perché l’egoismo, il peccato hanno portato in esse la divisione, l’odio, il rancore e la diffidenza. Con questa umile preghiera, ti affido la mia, famiglia perché sia posta sotto la tua protezione. Gesù, fa che tutti i membri di questa famiglia si riuniscano nella fede e nella pratica dei sacramenti.

 

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre. Gesù mio…

Salve Regina

Dalla Esortazione “Amoris laetitia di Papa Francesco

Se la famiglia riesce a concentrarsi in Cristo, Egli unifica e illumina tutta la vita familiare. I dolori e i problemi si sperimentano in comunione con la Croce del Signore, e l’abbraccio con Lui permette di sopportare i momenti peggiori. Nei giorni amari della famiglia c’è una unione con Gesù abbandonato che può evitare una rottura. Le famiglie raggiungono a poco a poco, «con la grazia dello Spirito Santo, la loro santità attraverso la vita matrimoniale, anche partecipando al mistero della croce di Cristo, che trasforma le difficoltà e le sofferenze in offerta d’amore». D’altra parte, i momenti di gioia, il riposo o la festa, e anche la sessualità, si sperimentano come una partecipazione alla vita piena della sua Risurrezione. I coniugi danno forma con vari gesti quotidiani a questo «spazio teologale in cui si può sperimentare la presenza mistica del Signore risorto».

La preghiera in famiglia è un mezzo privilegiato per esprimere e rafforzare questa fede pasquale. Si possono trovare alcuni minuti ogni giorno per stare uniti davanti al Signore vivo, dirgli le cose che preoccupano, pregare per i bisogni famigliari, pregare per qualcuno che sta passando un momento difficile, chiedergli aiuto per amare, rendergli grazie per la vita e le cose buone, chiedere alla Vergine di proteggerci con il suo manto di madre. Con parole semplici, questo momento di preghiera può fare tantissimo bene alla famiglia. Le diverse espressioni della pietà popolare sono un tesoro di spiritualità per molte famiglie. Il cammino comunitario di preghiera raggiunge il suo culmine nella partecipazione comune all’Eucaristia, soprattutto nel contesto del riposo domenicale.