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11/12/2015

Mt 11,16-19


Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell’uomo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore

 

Il confronto fra Gesù e Giovanni Battista, fra il richiamo alla conversione e la gioia del banchetto con Gesù, ci ricorda il duplice linguaggio del nostro cuore: quello della tristezza e della gioia. Siamo richiamati a riconoscere che Dio è presente in ogni sentimento del cuore. Anche noi possiamo trovare il Signore quando sappiamo vivere e offrire ogni tristezza e ogni gioia. C'è infatti una tristezza che viene da Dio ed è quella per i nostri peccati che ci invita alla conversione e c'è una gioia quella di Gesù, che nasce dalla certezza del suo amore e dall'impegno di fare il bene. Chiediamo la sapienza di vivere con Gesù ogni nostra tristezza, per saper gustare la gioia del suo avvento.