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29/10/2015

Atti degli Apostoli: La Pentecoste dello Spirito


Parrocchia San Carlo Borromeo

 Ascolto della Parola, 29 ottobre 2015

 

Atti degli Apostoli: La Pentecoste dello Spirito

Capitolo 2            

1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio". 12Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l'un l'altro: "Che cosa significa questo?". 13Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di vino dolce".

14Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: "Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole. 15Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino; 16accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:

 

17 Avverrà : negli ultimi giorni - dice Dio -su tutti effonderò il mio Spirito;

i vostri figli e le vostre figlie profeteranno , i vostri giovani avranno visioni

e i vostri anziani faranno sogni .

18 E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito

ed essi profeteranno.

19 Farò prodigi lassù nel cielo e segni quaggiù sulla terra,

sangue, fuoco e nuvole di fumo.

20 Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore , giorno grande e glorioso.

21 E avverrà : chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato .

 

22Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, 23consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. 24Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25Dice infatti Davide a suo riguardo:

 

Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.

26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza,

27 perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.

28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza .

 

29Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. 30Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giuratosolennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,31previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione.

32Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. 34Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:

 

Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,

35 finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi.

 

36Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso".

 

Per la riflessione

Luca paragona questo racconto della Pentecoste a una teofania, cioè a una manifestazione divina, simile a quella del Sinai accompagnata da vento e fuoco, cioè da tempesta e folgori, segni della trascendenza di Dio.

Il “vento”o lo “spirito” rivelano o simbolizzano entrambi la presenza e l’azione di Dio (Gen 1,2;2,7; Sal 33,6; 104,30; 1 Re 19, 11-13; Gv 3, 5-8; 20,22). Anche il “fuoco” è un elemento tipico della presenza di Dio. L’immagine delle “lingue di fuoco” mette in evidenza che lo Spirito scese su ciascuno dei presenti. Nel giorno di Pentecoste la prima comunità cristiana ha fatto l’esperienza di una particolare rivelazione di Dio, che si è comunicato ai credenti come realtà interiore di luce e di forza che li ha cambiati, li ha abilitati e resi disponibili alla missione.

L’effetto immediato dell’azione trasformante dello Spirito si manifesta subito qui, col dono delle lingue. Quindi l’interpretazione del parlare “in lingue”, cioè in “modo estatico”, trasformata degli apostoli in parlare “in altre lingue”, è improntata sull’universalismo. Prima ancora che gli Apostoli possano uscire da Gerusalemme per raggiungere “gli estremi confini della terra” secondo il comando di Gesù (Atti 1,8), i popoli si sono già radunati attorno a loro.

Il primo discorso di Pietro è il documento che segna l’avvio della Chiesa. L’Apostolo presenta Gesù richiamando i dati fondamentali della sua passione, morte, risurrezione e glorificazione. I miracoli e altri segni straordinari sono appena accennati (v. 22) come premessa per comprendere che Dio è sempre stato dalla parte di Gesù sia nella vita pubblica sia negli ultimi momenti della passione e morte in croce. Pietro continua il suo discorso esaltando soprattutto la Risurrezione, confermata dalla testimonianza apostolica e vista come la sorgente del dono dello Spirito. Cristo, dopo l’umiliazione dell’esistenza terrena e della morte, riappare nella gloria della sua divinità, assiso come Signore alla destra del Padre. E Pietro cerca una conferma biblica e la trova nel Salmo 110,1: “Oracolo del Signore al mio signore: siedi alla mia destra”.

I principali titoli che definiscono la grandezza di Gesù, sono ”Signore e Cristo”. Il primo (“Signore”) esprime la sua divinità, essendo il nome con il quale l’Antico Testamento chiama Dio; il secondo (“Cristo”) afferma la sua messianicità. In Gesù di Nazareth si incontra quella pienezza di vita che , in seguito sarà espresso con la formula: ”vero Dio e vero uomo”.

Preghiera


Vieni o Spirito Creatore, 

visita le nostre menti, 

riempi della tua grazia i cuori che hai creato. 

O dolce Consolatore,

dono del Padre altissimo, 

acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. 

Dito della mano di Dio, 

promesso dal Salvatore, 

irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. 

Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; 

sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. 

Difendici dal nemico, reca in dono la pace, 

la tua guida invincibile ci preservi dal male. 

Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero 

di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. 

 Amen.