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13/11/2014

Genesi: Capitolo 4


Caino e Abele: “Dov’è tuo fratello?”
 

1Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo grazie al Signore". 2Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.

3Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, 4mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. 6Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? 7Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai".

8Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. 9Allora il Signore disse a Caino: "Dov'è Abele, tuo fratello?". Egli rispose: "Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?". 10Riprese: "Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. 12Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra". 13Disse Caino al Signore: "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. 14Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà". 15Ma il Signore gli disse: "Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!". Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. 16Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

17Ora Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoc, dal nome del figlio. 18A Enoc nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamec. 19Lamec si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Silla. 20Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. 21Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. 22Silla a sua volta partorì Tubal-Kain, il fabbro, padre di quanti lavorano il bronzo e il ferro. La sorella di Tubal-Kain fu Naamà.

23Lamec disse alle mogli: 

"Ada e Silla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamec, porgete l'orecchio al mio dire.
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
24Sette volte sarà vendicato Caino,
ma Lamec settantasette".
 

25Adamo di nuovo conobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. "Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso".
26Anche a Set nacque un figlio, che chiamò Enos. A quel tempo si cominciò a invocare il nome del Signore.
 

Per la riflessione
 

Al peccato di Adamo ed Eva fa seguito la lotta di due fratelli e l'uccisione di Abele.
L’autore probabilmente ha trovato un racconto già esistente che poteva aver avuto come sfondo i contrasti tra le tribù sedentarie, come i Cananei (Caino) e le tribù seminomadi, come i Madianiti (Abele). L’autore ha collegato la storia con quella dei primogenitori per motivi teologici ed ha voluto trasmettere alcuni messaggi importanti. il valore sacro della vita, l’importanza della coscienza, il dilagare del male nel mondo in un mondo in cui le culture dell’agricoltura e della pastorizia erano in lotta e vigeva la vendetta tribale.

Dopo il peccato fondamentale della rottura con Dio dei progenitori, viene la violazione della fratellanza, l’uccisione del fratello, che è peccato contro Dio. L’etimologia fa derivare il nome “Caino” (qayin ) dall’asserzione di Eva : “ Ho acquistato (qaniti ) un uomo”. Abele, in ebraico è “hebel”, che forse significa “soffio”, “alito” ed indica il tempo breve della vita di Abele. Caino ed Abele rappresentano due dei principali modi di vita dell’antichità: la vita contadina e quella pastorale. Con Caino e Abele inizia la divisione del lavoro. Non è detto perché il Signore gradisca l’offerta di Abele a preferenza di quella di Caino. Questa scelta del più debole riguarda il Signore ( Es. 33, 19 ) ed è ricorrente nella Bibbia.

Caino, se vuole, può vincere la tentazione che sta nel suo cuore, “accovacciata” (robes) alla porta di casa, come il demone babilonese Rabisu stava accovacciato (robes) ai cigli delle strade in attesa della sua preda.

Il peccato, come anche in 3, 6, è presentato con sobrietà. La prima lettera di Giovanni dice “Vi abbiamo insegnato questo: che dobbiamo amarci gli uni gli altri. Allora non facciamo come Caino: egli apparteneva al diavolo e uccise Abele suo fratello, sapete perché lo uccise? Perché le opere di Caino erano cattive e quelle di Abele erano buone (1 Gv 3, 11-12 ).

Dio che aveva chiesto ad Adamo, dopo il peccato: “Dove sei?”, ora chiede a Caino “Dov’è il tuo fratello” . Caino non tiene conto dell’impegno fraterno, rinnega il suo compito di custode del fratello e della sua vita, che era il suo dovere fondamentale. Egli rompe con Dio e con il fratello e risponde con arroganza al Signore che gli chiede conto del suo operare.

Il suolo, la terra, ha un ruolo importante nella teologia dello scrittore e qui la terra, impregnata di sangue, quasi personificata, spezza il rapporto con Caino e si rifiuta di corrispondere al suo lavoro. L’omicida, d’ora in poi, per vivere dovrà correre di paese in paese. Senza la protezione divina, Caino è esposto alla vendetta cruenta, tipica delle tribù del deserto.

Alla violenza che portava all’uccisione di un uomo era un freno il timore della risposta sempre violenta della tribù dell’ucciso. Il segno potrebbe indicare l’appartenenza ad una tribù o il tatuaggio che avevano i Keniti. L’autore dà valore sacro a questo segno, che indica la protezione divina.

L’autore sacro inserisce a questo punto un antico canto di vendetta (il canto della spada) la notizia dell’inizio della poligamia, un racconto autonomo di un costruttore di città. L’elemento comune è il dilagare del male nel mondo, che, dopo Caino, si afferma nelle città, con il progresso.

Due genealogie, cioè due serie di discendenti, concludono il racconto degli inizi, a indicare il progressivo ampliamento dell’umanità. La prima genealogia si riallaccia al v. 1 e si dilunga sui discendenti di Caino; la sua posterità è caratterizzata dai progressi nel lavoro e nella cultura, ma anche dal moltiplicarsi della violenza (Gen 4, 23-24).

Alla prima città viene posto il nome di Enoc, che forse deriva da hanah iniziare, e indicherebbe il fatto che Enoc fu costruttore della prima città. Segue una serie di inventori di varie occupazioni umane, cui viene dato un nome ebraico: “ il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame” ha nome Iabal da yabal = condurre; “il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto” si chiama Iubal da yobel = tromba; Tubal è il nome di un popolo trafficante di metalli e il nome aggiunto “kain” significa fabbro, Naama , in ebraico “naamah”, significa “bella”.

La notizia dell’inizio della poligamia è presentata senza commenti, ma il contesto in cui si trova implica una chiara condanna. La moralità coniugale è fortemente decaduta e in contrasto con l’indicazione del Creatore: “Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie e i due saranno una sola carne” ( Gn 2, 24 ).

L’esaltazione della vendetta fatta da Lamech, che viene detto “canto della spada” è probabilmente un antico canto guerriero, in cui risalta il fatto che lo spirito di vendetta è cresciuto a dismisura. Un piccolo graffio viene punito con l’uccisione di un uomo. L’insegnamento di Gesù sul perdono è in assoluta controtendenza a questa legge della spada.

Non tutta l’organizzazione della civiltà primitiva fu contraria alle indicazione del Signore. Tra i discendenti di Adamo si fa strada una linea di uomo religioso, che fa capo a Set, che prende il posto di Abele. La notizia della nuova discendenza positiva è come un lieto fino alla tragedia del primo peccato e delle sue immediate conseguenze.

Nel testo ebraico il Signore è denominato “Javhè”. Questo nome fu rivelato solamente più tardi (Es 3, 12), ma l’autore lo usa fin dal principio, identificando così il Dio di Israele con il Creatore. Forse egli vuol dirci che l’uomo era in grado di adorare l’unico Dio fin dal principio.

Preghiera: Salmo 84

Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.
Hai perdonato l'iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.
Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira.
Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?
Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.
La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
Misericordia e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.
Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.
Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.