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30/10/2014

Genesi: Capitolo 3


La tentazione del serpente e la caduta

Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino"?". 2Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 3ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete"". 4Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! 5Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male". 6Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. 7Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

8Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l'uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. 9Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?". 10Rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto". 11Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?". 12Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". 13Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".

14Allora il Signore Dio disse al serpente:
"Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.
15Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".

16Alla donna disse: 
"Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà". 

17All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato: "Non devi mangiarne", maledetto il suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.
18Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba dei campi.
19Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra,
perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!".

20L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
21Il Signore Dio fece all'uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì.
22Poi il Signore Dio disse: "Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male. Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre!". 23Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto. 24Scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all'albero della vita.

Per la riflessione
 “Il serpenteera considerato un dio serpente, usato come amuleto per avere la vita e la saggezza nelle pratiche magiche. L’autore biblico lo usa come simbolo per indicare la tentazione di Adamo, con un’astuzia ingannevole.

Nel racconto troviamo una descrizione della tentazione con i suoi miraggi e le sue falsità e una finissima presentazione della psicologia umana di fronte alla tentazione.

Il tentatore esordisce con una menzogna: “non dovete mangiare di nessun albero”. La donna accetta il dialogo, che avrebbe dovuto evitare, ed esagera la proibizione: non lo dovete toccare. Il serpente nega che la non osservanza della proibizione porti alla morte, anzi mangiando dell’albero gli uomini raggiungeranno ilsapere degli esseri divini e conosceranno il bene e il male. Il tentatore non parla di una conoscenzaintellettuale, ma sperimentale, nell’ambito della decisione e dell’azione. La tentazione non riguarda la conoscenza del mondo, che Dio aveva già concesso, ma l’autonomia etica, il farsi regola a se stessi, diventare “come Dio”, mentre il Signore aveva chiesto all’uomo il riconoscimento della sua situazione creaturale.

La donna mangia e invita al peccato anche il marito che pecca anche lui. Il loro peccato, che i teologi chiameranno “originale”, non consiste nell’aver mangiato un frutto e nemmeno nell’aver fatto un qualche altro peccato particolare, ma, come dicono S. Agostino e S. Tommaso, nella  scelta di diventare principio di se stessi, nel voler determinare, in virtù della propria natura, ciò che è buono e ciò che è cattivo.

Il serpente lo aveva promesso si apriranno i vostri occhi”, ma l’effetto fu diverso da quello promesso. I loro occhi invece di aprirsi all’illuminazione sovrumana si aprono alla malizia sulla nudità dell’uno e dell’altro, mentre prima erano in una situazione di innocenza (non ne provavano vergogna). Hanno peccato pensando di “acquistare saggezza” si ritrovano nudi, privi di giustizia. E l’abuso di autorità e di potere fece nascere la paura di Dio onnipotente.

Quanto sia profondo il cambiamento subentrato per la trasgressione del divieto lo mostra subito la prima frase della scena finale : “poi udirono il Signore nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con la sua moglie si nascosero al Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino”.

Questo antropomorfismo indica la stretta comunione tra Dio e gli uomini nel giardino. La reazione di Adamo e di Eva, che tentano di nascondersi, indica la situazione subentrata col peccato, in cui sono sconvolti non solo i rapporti degli uomini tra di loro ( si accorsero di esser nudi ), ma anche con Dio.

La paura, che spinge l’uomo a nascondersi, denota che sono sconvolti i rapporti degli uomini non solo tra di loro, ma anche con Dio. La nudità indica qui la condizione di creatura o la condizione di indigenza e di peccato; questa esperienza nasce dal confronto con l’infinitoL’uomo scarica la colpa sulla donna e, sembra addirittura che accusi Dio (che mi hai postaaccanto).La donna rigetta a sua volta la colpa sul serpente. Uno è diventato nemico per l’altro e i due restano chiusi nell’isolamento della colpa.

Nei versetti 14-19 viene presentata la pena inflitta ai trasgressori. La condizione naturale del serpente che striscia nella terra, si presenta come espressione del castigo meritato. Le espressioni: “ sul ventre camminerai e polvere mangerai” sono frasi idiomatiche che descrivono quindi non tanto la sorte del serpente che ha sempre avuto quella condizione, quanto quella del principe vinto, che si deve prostrare davanti al trono del vincitore.

Ma il serpente-demonio, dovrà subire anche una pena relativa alla sua relazione col genere umano. Dio tra la donna e il demonio, ossia tra Eva, le donne sante della storia della salvezza esoprattutto Maria, tra la “stirpe” ( il seme ), ossia l’umanità e in particolare il Messia e i demoni, porrà una continua inimicizia, che dopo una lotta serrata condurrà il genere umano a lievi ferite ( insidierai ilcalcagno) e satana alla sconfitta definitiva (ti schiaccerà la testa). La tradizione ha veduto in questoversetto il “protovangelo”, il primo annunzio della salvezza dell’umanità, identificando il seme, la stirpe, con Gesù e la donna con Maria.

Nei castighi di cui parla il racconto si potrebbero vedere una serie di eziologie o dei chiarimenti circa l’origine di alcuni fenomeni e mortificanti: il serpente che striscia, i dolori del parto, le angustie e i piaceri dell’eros, la fatica con cui l’uomo si procura il sostentamento e l’incubo della morte. Il racconto fu scritto però per approfondire la condizione dell’uomo nel mondo. L’approfondimento ha la sua radice nel fatto di vederla nella luce di Dio, come in essa Dio si manifesta.

Il Signore non consegna i progenitori peccatori ad un giudizio senza misericordia. La lotta col serpente lascia intravedere un esito vittorioso ( 3, 15 ). Adamo ed Eva avranno la benedizione dei figli (3,16-20 ) e anche il dono di tuniche di pelle. Questo dei vestiti è un gesto riconciliatore:  Dio non lascia l'uomosolo. Dio espelle Adamo ed Eva dal giardino e li rimanda alla terra da cui erano stati tratti. I cherubini con le spade. I cherubini erano colossi alati mezzo uomini e mezzo animali, che stavano di guardia nei templi e nei palazzi e che qui custodiscono l’albero della vita.

Preghiera: Salmo 26

Fammi giustizia, Signore:
nell'integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.
2 Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
3 La tua bontà è davanti ai miei occhi,
nella tua verità ho camminato.
4 Non siedo con gli uomini falsi
e non vado con gli ipocriti;
5 odio la banda dei malfattori
e non siedo con i malvagi.
6 Lavo nell'innocenza le mie mani
e giro attorno al tuo altare, o Signore,

7 per far risuonare voci di lode
e narrare tutte le tue meraviglie.
8 Signore, amo la casa dove tu dimori
e il luogo dove abita la tua gloria.
9 Non associare me ai peccatori
né la mia vita agli uomini di sangue,
10 perché vi è delitto nelle loro mani,
di corruzione è piena la loro destra.
11 Ma io cammino nella mia integrità;
riscattami e abbi pietà di me.
12 Il mio piede sta su terra piana;
nelle assemblee benedirò il Signore.