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20/05/2014

Rosario - terza settimana di Maggio


Il Rosario della terza settimana del mese mariano proposto da Don Massimo (misteri luminosi)

Rosario in famiglia: settimana della carità

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O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre.

1.      Primo mistero della luce:    Gesù è battezzato da Giovanni nel fiume Giordano
«Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui (Mt 3,16).

Cristo è il Maestro per eccellenza, il rivelatore e la rivelazione. Non si tratta solo di imparare le cose che Egli ha insegnato, ma di «imparare Lui». Ma quale maestra, in questo, più esperta di Maria? Se sul versante divino è lo Spirito il Maestro interiore che ci porta alla piena verità di Cristo (cf Gv 14,26; 15,26; 16,13), tra gli esseri umani, meglio di Lei conosce Cristo, nessuno come la Madre può introdurci a una conoscenza profonda del suo mistero.

                Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.

 Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

2.      Secondo mistero della luce:            Gesù cambia l’acqua in vino alle nozze di Cana
«Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino» E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre disse ai servi: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,3-5).

Il primo dei «segni» compiuto da Gesù – la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana – ci mostra Maria appunto nella veste di maestra, mentre esorta i servi a eseguire le disposizioni di Cristo (cf Gv 2,5). E possiamo immaginare che tale funzione Ella abbia svolto per i discepoli dopo l’Ascensione di Gesù, quando rimase con loro ad attendere lo Spirito Santo e li confortò nella prima missione.

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…

3.      Terzo mistero della luce:     Gesù annuncia che il Regno di Dio è vicino
«Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo (Mt 4,23).

Il passare con Maria attraverso le scene del Rosario è come mettersi alla «scuola» di Maria per leggere Cristo, per penetrarne i segreti, per capirne il messaggio. Nel percorso spirituale del Rosario, basato sulla contemplazione incessante – in compagnia di Maria – del volto di Cristo, questo ideale esigente di conformazione a Lui viene perseguito attraverso la via di una frequentazione che potremmo dire «amicale». Essa ci immette in modo naturale nella vita di Cristo e ci fa come «respirare» i suoi sentimenti.

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…

4.      Quarto mistero della luce:  Gesù si trasfigura davanti a tre discepoli sul monte
«E apparve trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole» (Mt 17,2).

La scena evangelica della trasfigurazione di Cristo, nella quale i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni appaiono come rapiti dalla bellezza del Redentore, può essere assunta ad icona della contemplazione cristiana. Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni discepolo di Cristo; è quindi anche compito nostro.

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…

5.      Quinto mistero della luce:   Gesù istituisce l’Eucaristia durante l’Ultima Cena
«Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati (Mt 26,26-28).

Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l’amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo.

Padre Nostro, 10 Ave Maria (meditando il mistero), Gloria al Padre.  Gesù mio…

Salve O Regina, Madre di misericordia, vita e dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque avvocata nostra, volgi a noi, quegli occhi tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio, Gesù,  il frutto benedetto del tuo  seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria

Litanie Lauretane

 

Vangelo della settimana: Lc 1, 46-55

Allora Maria disse:

"L'anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

49Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
50di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre".

 

Commento

Nel Magnificat, la Vergine "esprime tutto il programma della sua vita": quello, cioè, di non mettere "se stessa al centro, ma fare spazio a Dio, incontrato sia nella preghiera che nel servizio al prossimo"; di non rendere "grande se stessa, ma Dio"; di non voler essere "nient’altro che l’ancella del Signore"; "di contribuire alla salvezza del mondo non compiendo una sua opera, ma solo mettendosi a piena disposizione delle iniziative di Dio" [cfr. Deus Caritas est", n. 41].
 
Donna che ama, è Maria: "Lo intuiamo nei gesti silenziosi, di cui ci riferiscono i racconti evangelici dell’infanzia; lo vediamo nella delicatezza con la quale a Cana percepisce la necessità in cui versano gli sposi e la presenta a Gesù; lo vediamo nell’umiltà con cui accetta di essere trascurata nel periodo della vita pubblica di Gesù" [cfr. ibid., n. 41].
 
"La devozione dei fedeli mostra, al contempo, l’intuizione infallibile di come un tale amore sia possibile: lo diventa grazie alla più intima unione con Dio [...]. Maria, la Vergine, la Madre, ci mostra che cos’è l’amore e da dove esso trae la sua origine, la sua forza sempre rinnovata" [cfr. ibid., n. 42].